Per condividere e non per competere
.


Siamo abituati a pensare che la nostra esistenza sia regolata da una logica sola, quella del mercato. E quando le grandi crisi economiche esplodono in tutta la loro crudezza, come in questi nostri giorni non semplici, sentiamo di non poter fare altro che rifugiarci nella speranza che il momento difficile passi e tutto torni come prima: il mercato ci salverà …
Il mercato che ci ha ridotti nelle difficoltà potrà davvero salvarci ?
Non sarebbe più razionale cercare di comprendere le cause del problema e agire per ricostruire una logica sociale (e, dunque, anche economica) al nostro oggi, facendo leva sui rapporti di vicinanza e di condivisione, anziché di mercato globale e di competizione ?
La R.E.S.S.A. nasce per questo, per costruire un percorso di crescita collettiva territoriale capace di sviluppare le condizioni affinché iniziative economiche diverse (democratiche, motivate socialmente, radicate nel territorio …), trovino opportunità per conoscersi e farsi conoscere, aiutare e farsi aiutare, innescare processi economici nuovi, coordinati e partecipati, e diffonderli nella convinzione che ciò potrà portare giovamento a tutti i soggetti coinvolti ed al contesto sociale ed ecologico in cui essi operano.



di Francuccio Gesualdi.


A scuola ci hanno insegnato che la politica si fa nella cabina elettorale o, tutt’al più, nelle sedi di partito. Ma ci hanno ingannato. La politica si fa sempre, perfino quando stiamo zitti. A ben pensarci proprio il silenzio e l’indifferenza sono i comportamenti di maggiore rilevanza politica, perché il potere adotta la regola che chi tace acconsente. In effetti la maggioranza silenziosa è il suo più grande alleato ...



di Cinzia Picchioni.


Fra i molti motivi per cui non ho, non voglio avere, non uso (e cerco di non usare nemmeno quello degli altri, per esempio non chiamandoli) il telefono cellulare c’è la notizia* che «nel 2010 abbiamo buttato via 2 milioni e mezzo di tonnellate di rifiuti tech, e solo il 27% è stato “riciclato” spedendolo oltremare, in paesi del Terzo mondo con leggi meno severe (o inesistenti) sulle scorie tossiche. È il risultato di una progettazione che ha programmato l’obsolescenza già nel design e fornito prodotti destinati a rompersi dopo pochi anni» ...



A cura del WWF.


Il 5 febbraio si è celebrata la prima Giornata di prevenzione dello spreco alimentare in Italia, istituita dal Ministero dell'Ambiente non solo per recuperare lo spreco alimentare ma soprattutto per “prevenirlo”. Lo spreco alimentare infatti non è solo un problema di alimenti ma anche di impatti sulla biodiversità: per produrre tutto il cibo che sprechiamo, ogni anno in Italia buttiamo nel cestino fino a 1226 milioni di metri cubi di acqua, pari all’acqua consumata ogni anno da 19 milioni di italiani e circa 24,5 milioni di tonnellate di CO2e pari a circa il 20% delle emissioni di gas serra del settore dei trasporti. Inoltre, gettiamo via anche il 36% dell’azoto da fertilizzanti, utilizzati inutilmente con tutti gli impatti e i costi ambientali che ne conseguono ...



di Wendell Berry.


Spesso, alla fine di una conferenza sul declino della vita rurale e dell'agricoltura in America, qualcuno dell'uditorio chiede: "Cosa può fare chi abita in città ?". "Mangiare responsabilmente" rispondo di solito. Naturalmente cerco di spiegare cosa intendo con questa espressione, ma mi sembra sempre di non aver detto abbastanza. Adesso vorrei cercare di offrire una spiegazione più ampia. Comincio dall'affermazione che mangiare è un atto agricolo ed ecologico. Mangiare conclude il dramma annuale dell'economia alimentare che inizia con la semina e la nascita ...

Altritasti Periodico on line dell'Associazione di Promozione Sociale Altritasti - via Carducci 22 - 14100 Asti - C.F. 92060280051
Registrazione: Tribunale di Asti n. 7/2011 del 28.10.2011 - Direttore Responsabile: Alessandro Mortarino