di Alain Goussot, docente di pedagogia speciale presso l’Università di Bologna.

Viviamo nel mondo della velocità, del fare tutto subito, del consumare tutto subito, del dimenticare il passato per vivere solo il presente, del non sedimentare nulla e del non curare le relazioni. L’era capitalistica, quella del capitalismo finanziario e ipertecnologico, ha ulteriormente accelerato il tempo di vita, sembra che non ci sia più tempo per le relazioni umane, la convivialità, la meditazione, il sogno e quello svago che umanizza ognuno. Siamo come fagocitati da questa ansia di produrre, fare, accumulare, indebitarsi, consumare senza riflettere più di tanto, senza fermarsi sul bordo della strada per respirare quello che Célestin Freinet chiama “le fonti chiare della vita” ...



di Alessandro Lauro.


La pasta madre come stile di vita. È questa l’idea rivoluzionaria che mi è venuta in mente frequentando per poche ore un contadino cinquantenne delle mia zona. Ma andiamo con ordine. Cosa c’entrano farina, acqua un po’ di miele o zucchero e dei sani batteri, con la nostra vita? Molto più di quanto possiamo immaginare ...




di Andrea Saroldi.


I parchi degli ex Ospedali Psichiatrici si assomigliano un po’ tutti, viali alberati e file di casette, a Collegno come a Trieste; ma qui risiede un genio del luogo molto particolare: Marco Cavallo, il cavallo azzurro di legno e cartapesta, simbolo di liberazione dai confini. Nel 1973, quando il direttore del manicomio Franco Basaglia ha deciso di aprirne i cancelli, la città ha accolto con una festa i pazienti che uscivano per la prima volta da quel luogo di segregazione, seguendo in un corteo trionfale Marco Cavallo, loro compagno di animazione teatrale ...



di Paolo Cacciari.


In una delle cascine in cui Bertolucci girò Novecento, a Calvatone, tra Mantova e Cremona, dal 1978 lavora una delle primissime cooperative agricole biologiche: Iris (fornitore del Gruppo di Acquisto Solidale di Asti, ndr). Da allora, quei giovani pionieri visionari, ispirati dall’ecologista libertario Murray Bookchin, di strada ne hanno fatta molta. Passo dopo passo, mettendo a punto pratiche di coltivazione tradizionali, recuperando sementi antiche, moltiplicando le varietà di cereali, legumi e ortaggi, allargando i contatti e le collaborazioni con altri contadini, sono oggi diventati un marchio affermato e ricercato dai Gruppi di acquisto solidale e dalle botteghe del biologico di tutta Italia ...



Quante volte ci siamo imbattuti in articoli del web o di giornale che invitano a limitare o, addirittura, ad eliminare il consumo della farina bianca a favore di quella integrale? Come molti di noi sapranno già, la farina bianca è il frutto di un processo di raffinazione che prevede l'eliminazione della parte più esterna del chicco di grano, la crusca (ricca in fibra e vitamine del gruppo B) e della parte più interna, il germe (particolarmente ricco di oli polinsaturi, vitamine e minerali). Questo lavoro di trasformazione ha l'obiettivo di realizzare un prodotto finale dotato di migliori proprietà di conservazione e lavorabilità. Purtroppo, durante la raffinazione, gran parte dei micronutrienti del grano vengono persi e la farina che se ne ottiene, così tanto prediletta dai consumatori, si presenterà come una polvere bianca molto fine contenente quasi completamente amido ...

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