di Maurizio Bongioanni.

La paura per il contagio ha innalzato le vendite di imballaggi: secondo ilSole24Ore il numero di questi, almeno per quanto riguarda il commercio elettronico, hanno segnato un balzo del 73% tra il 22 febbraio e l'8 marzo rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. Particolare attenzione è stata data agli imballaggi di plastica, considerati più igienici e quindi sicuri nel contenere il contagio da coronavirus...

di Sergio Motolese.

Da parecchi giorni la parola vaccino prende sempre più spazio nei notiziari e nei dibattiti. Lo si aspetta con ansia, con la speranza che risolva tutti i problemi, affinché si possa così tornare alla vita di prima, alla vita “normale”, e questo periodo resti solo un brutto ricordo, scacciando fastidiose domande sui motivi di quanto avvenuto e cercando di sopire la paura di nuove pandemie e nuovi disastri ambientali e umani.
Dopo un mese abbondante di terrorismo mediatico, bollettini di morti e leggi eccezionali, il nemico invisibile è temuto abbastanza da essere disposti ad accettare passivamente e acriticamente qualunque rimedio atto a debellarlo, a distruggerlo. Almeno, questo è quello che ci si aspetta da parte dei poteri costituiti, a partire da quello sanitario...

Nel vasto mondo delle telecomunicazioni un ruolo di primaria importanza è rivestito dagli Internet service provider, società che offrono agli utenti, a fronte di un contratto di fornitura, servizi inerenti a Internet, quali l'accesso al World Wide Web, la posta elettronica e molto altro. Un soggetto, dunque, importante nella nostra era delle comunicazioni rapide a distanza, un soggetto che è anche un'impresa e che, come tutte le imprese, produce profitti proprio grazie all'uso di noi tutti del mezzo web. Normale immaginare che un Internet Provider tragga vantaggi dal nostro massimo uso delle connessioni e ne incentivi le altrettanto massime navigazioni. Ma abbiamo trovato una "mosca bianca", cioè un Internet Provider piemontese che si è posto un problema etico e ha scelto di andare controcorrente, creando alcuni strumenti - didattici e formativi - per insegnare a tutti un uso (e non un abuso) del mezzo...

di Elena Patriarca (Stazione Teriologica Piemontese).

Dovunque vada, in questi giorni, sento parlare di coronavirus e chi mi conosce, sapendo che da molti anni mi occupo di studio e monitoraggio dei chirotteri, cioè di pipistrelli, mi chiede se davvero questi animali siano causa dell’epidemia recentemente sviluppatasi in Cina e se vadano temuti. I media abbondano infatti di articoli e video in cui si afferma che la malattia è stata portata dai pipistrelli. Uno di tali comunicati (1), successivamente corretto a seguito delle proteste dei chirotterologi, induceva addirittura a credere che il virus in questione, preliminarmente chiamato nuovo Coronavirus di Wuhan (2019-nCoV) e poi denominato ufficialmente Covid-19,fosse stato trovato anche in chirotteri piemontesi,e che la popolazione locale dovesse adottare “massima precauzione nell’avvicinarsi agli immobili dove si annidano i pipistrelli”...

di Ascanio Celestini.

Questa volta racconterò una favola. Perché nelle favole di tradizione popolare c’è un rapporto tra uomo e natura che sta scomparendo.
Molti di noi che non sono contadini o pescatori, allevatori o boscaioli hanno un’idea della natura come di qualcosa che si può amare. La natura si riduce alle belle passeggiate in montagna, alle belle fotografie da condividere con gli amici. Invece nella fiabe popolari la natura incute timore. Cioè quel sentimento che è allo stesso tempo amore, rispetto e paura. Noi non abbiamo più timore della natura. Siamo diventati turisti della natura...

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