Il Piemonte conta ben 15 linee ferroviarie sospese, per oltre 500 km. Un patrimonio immenso per una regione, che associazioni e comitati tentano di salvaguardare spesso solo con le proprie forze.
La campagna "Futuro sospeso" nasce per informare e sensibilizzare sul problema. Perchè questo nome? Spiegano gli organizzatori in una serie di slide: "La loro riattivazione ci proietterebbe verso un futuro sostenibile, mentre la loro dismissione verso un futuro molto più incerto"...

di Thomas Antoniotto.

Ho molto apprezzato i numerosi articoli riguardanti le ferrovie sospese in Piemonte, e ci sono alcune considerazioni che vorrei aggiungere per completezza:
1) Occorre valutare un miglioramento del sistema tariffario. Fermo restando che il prezzo dei biglietti dovrebbe essere, per quanto possibile, concorrenziale al costo dei viaggi in automobile, anche la modalità di acquisto dovrebbe essere agevolata. Gli acquisti online e gli stessi distributori automatici rendono attualmente l'acquisto dei biglietti compito lungo e complesso. Si potrebbe ipotizzare l'introduzione di tariffe/abbonamenti più simili a quelli dei mezzi pubblici urbani...

A cura di Co.M.I.S. Piemonte-Coordinamento per la Mobilità Integrata e Sostenibile, Forum Salviamo il Paesaggio, Legambiente Piemonte e Valle d'Aosta.

Sulle pagine astigiane de “La Stampa” del 13 marzo scorso l'Assessore regionale ai Trasporti Marco Gabusi torna ad illustrare gli orientamenti della sua amministrazione in merito al futuro delle linee ferroviarie locali e all'idea di avviare un primo esperimento “pilota” sulla tratta Asti-Chivasso, i cui binari vorrebbe fossero ricoperti da pannelli in gomma per trasformarla in pista ciclabile. Si tratta di una scelta politica molto forte che non trova d'accordo né le nostre organizzazioni né gran parte dei cittadini di questo territorio e del Piemonte intero e pertanto vogliamo, per l'ennesima volta, richiamare l'attenzione su alcuni sintetici motivi indispensabili per avviare una corretta discussione...

di Silvio Peron.

Sono andato in Val Susa a Chiomonte, convocato con atto giudiziario da TELT (società per la costruzione del TAV) in quanto sono uno dei 1054 proprietari di un ex vigneto (ora bosco) di 550 mq, ormai accerchiato dal mega cantiere presidiato da varie forze dell’ordine, del quale come prevedevamo hanno assoluto bisogno e che vogliono quindi espropriare. Sono stato quindi accompagnato da un funzionario di TELT e sotto scorta di due poliziotti per la verifica del terreno e ho fatto mettere a verbale una serie di contestazioni all’esproprio valutate dagli avvocati del movimento no tav, in modo da gettare ulteriori granelli di sabbia negli ingranaggi di questa bestialità. Questo fa parte di una moltitudine di fantasiose iniziative e mobilitazioni popolari senza precedenti in Italia, che hanno contribuito al fatto che a distanza di oltre 30 anni da quando è stato ideato il progetto TAV per ora sono riusciti a fare ben poco...

Altritasti Periodico on line dell'Associazione di Promozione Sociale Altritasti - via Carducci 22 - 14100 Asti - C.F. 92060280051
Registrazione: Tribunale di Asti n. 7/2011 del 28.10.2011 - Direttore Responsabile: Alessandro Mortarino