di Massimo Zucchetti (tratto da "Il Manifesto" del 6 giugno 2012).
Ieri ad Alba, davanti alla Miroglio, alcuni collettivi erano in presidio in solidarietà con i lavoratori dell'azienda, arrivati dal sud. Il tentativo di attaccare uno striscione No Tav ha fatto partire la repressione.
Pinuccia Cane è una donna piccola e minuta, i capelli corti e grigi, che evidenziano due occhi molto belli. Vive a Santo Stefano Belbo ed è molto conosciuta ad Asti ...

Non è più giovane, credo sia della mia età, io che sono cinquantenne. È da sempre una compagna impegnata nelle lotte e nel sociale. Nel 2009, ricordo, scese all'Aquila per capire, vedere e lavorare con i terremotati, scrisse un bellissimo pezzo su internet di cui riporto una sola frase: «La realtà è molto diversa da quella che ci hanno voluto far credere il duo Berlusconi-Bertolaso».

Ieri mattina ad Alba, in Piemonte, c'era una manifestazione di solidarietà con i lavoratori della Miroglio, saliti apposta con tre pullman dal Sud per ottenere un incontro con i padroni della ditta, a fronte del previsto licenziamento di centinaia di lavoratori. Un gruppo di compagni del Collettivo di Bra (Cn), giovani, donne, lavoratori che stanno conducendo la lotta No Tav, hanno provato a mettere il loro striscione di solidarietà a una ventina di metri da quelli relativi alla Miroglio.

I carabinieri erano già presenti in forze, ben preparati contro degli operai venuti da lontano per rivendicare il diritto al lavoro: sono subito intervenuti per impedire che i compagni mettessero lo striscione. Il simbolo No Tav e la solidarietà interclassista fanno molta paura a questo Stato di banchieri e padroni. Nel resistere, una compagna No Tav è stata buttata a terra: proprio Pinuccia Cane.

La stessa donna che il 26 febbraio, alla Stazione di Porta Nuova, è stata brutalmente picchiata dagli agenti della Polfer del signor Spartaco Mortola, mentre accompagnava i manifestanti reduci dalla Valsusa a prendere il treno per Milano, durante il famigerato "agguato" ai No Tav milanesi.

Tornando a ieri mattina, molti compagni e lavoratori sono subito intervenuti a sostegno dei ragazzi e di Pinuccia: a quel punto i carabinieri per impedire che la questione crescesse, e che lo scandalo si propagasse, hanno caricato tutti nei cellulari e se li sono portati via. Sono poi stati rilasciati, ma per Pinuccia Cane e almeno un altro ragazzo è scattato il provvedimento degli arresti domiciliari.

Pinuccia Cane non è in grado di far del male a nessuno, se non con le sue idee e il suo coraggio. E con le parole. Pinuccia scrive: dice che è sulla pacificazione sociale che poggia questa escalation che colpisce tutti, ribelli e non. Dice che siamo in guerra: in alcune parti del mondo è fatta di missili, armi intelligenti, civili assassinati brutalmente, qui invece è la perdita di diritti, giustizia e libertà conquistate in passato da uomini e donne indomiti. Dice che noi che resistiamo veniamo chiamati terroristi, ribelli, picchiati e arrestati.

Quello che gli strateghi dello sterminio della democrazia temono più di ogni altra cosa è lo spettro delle insurrezioni urbane: diventa pericoloso bere una birra in strada, pulire parabrezza ad un incrocio, fare graffiti sui muri e allora sempre più polizia, agenzie di sicurezza private, telecamere, campagne contro l'uomo nero e l'abusivo, ronde e roghi contro i rom, Cie, schedature, manganellate e morti in carcere.

Dice che come partigiani è possibile lottare contro il dominio del capitale, dei padroni, contro le loro guerre, lo sfruttamento, la repressione: come partigiani bisogna organizzarsi dal basso, noi da una parte, loro padroni e servi dall'altra: e come partigiani per lottare insieme bisogna essere alla pari, arricchirsi nelle differenze, non ci devono essere strutture piramidali o portavoce che diventano leader.

Gli incontri si terranno alle ore 20.30.
SOLE IN RETE è un progetto di Energoclub, contro il caro vita e il caro bollette GUADAGNATE L’AUTONOMIA ENERGETICA: sarà un vantaggio per il portafoglio, per la salute dell’ambiente (meno CO2) e per quella dei nostri figli (meno PM10).

VANTAGGI DEL GRUPPO DI ACQUISTO FOTOVOLTAICO

1. CONSULENZA INDIPENDENTE. Informazione, orientamento e supporto super partes

2. SERVIZIO CHIAVI IN MANO. Dal preventivo al fi nanziamento, dall’installazione allo smaltimento, un’esperienza già collaudata da oltre 1.000 famiglie

3. COSTI COMPETITIVI. Il GAF garantisce materiali di qualità con costi convenzionati ed equi

4. ACCESSO A FINANZIAMENTI. Anche senza fondi propri, l’acquisto può essere interamente finanziato senza incidere sul bilancio familiare

5. VANTAGGI POST INSTALLAZIONE. Monitoraggio della produzione (gratuito e/o online)
- Mini corsi per una gestione ottimale dell’impianto (guida al portale GSE)
- Assistenza in caso di controversie con fornitore, GSE, ecc.
- Servizio di pulizia e manutenzione a costi convenzionati

PROGRAMMA:

GRUPPO D’ACQUISTO FOTOVOLTAICO, ACQUA CALDA SANITARIA E PIANO COTTURA ELETTRICO.

LUNEDÌ 11 GIUGNO
MONCALVO
Via Testa Fochi

MARTEDÌ 12 GIUGNO
CORTAZZONE
Via per Montafia 11

VENERDÌ 15 GIUGNO  
ISOLA D’ASTI
Via Valtiglione 38/40

LUNEDÌ 18 GIUGNO
CORTANDONE
P.zza S. Antonio, trattoria Roma
ORE 21.00

GIOVEDÌ 21 GIUGNO
CASTELL’ALFERO
P.zza Castello

VENERDÌ 22 GIUGNO  
VILLAFRANCA D’ASTI
Sala Virano - presso Comune
ORE 21.00

LUNEDÌ 25 GIUGNO
CASTAGNOLE DELLE LANZE
Via Tagliaferro 2, presso il salone croce verde

MARTEDÌ 26 GIUGNO
CASTELNUOVO DON BOSCO
Via Roma 12, sala consiliare

GIOVEDÌ 28 GIUGNO
SAN DAMIANO D’ASTI
Via Beccaria, salone ex asilo

LUNEDÌ 2 LUGLIO
VALFENERA
Piazza Tommaso Villa 1, sala GAL

VENERDÌ 13 LUGLIO
COCCONATO
Via Roma 55/57


GRUPPO D’ACQUISTO EFFICIENZA E CHECK UP ENERGETICO


MERCOLEDÌ 4 LUGLIO
CALOSSO
P.zza Umberto I


GRUPPO D’ACQUISTO AUTO E VEICOLI ELETTRICI

MARTEDÌ 3 LUGLIO
COSTIGLIOLE D’ASTI
Via Roma 7, sala del teatro


SERVIZI POST-INSTALLAZIONE
VENERDÌ 6 LUGLIO  
CANELLI
P.zza Gancia 10, presso Cassa di Risparmio

INFORMAZIONI E ADESIONI
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www.soleinrete.it
3394754712
3394754564
3400604815

Fin dalla sua nascita, nel 2005, l’associazione EnergoClub Onlus lo sostiene con fermezza: risparmio e rinnovabili possono soddisfare la domanda di energia dell’intero Paese ed è verosimile che, seguendo le tappe previste dalla road map, per il 2050 si possa aver concluso la transizione “Dalle fossili alle rinnovabili”. Proprio intorno a questo slogan EnergoClub ha costruito la Campagna nazionale che sta girando l’Italia, a breve anche la provincia di Asti, con serate informative volte a sensibilizzare i cittadini.

Dalle premesse che rendono urgente e necessaria l’inversione di marcia ai valori su cui si basa l’evoluzione verso la sostenibilità, ma anche, e soprattutto, alle proposte concrete per i cittadini. In primis l’opportunità di divenire autoproduttori di energia pulita e rendersi energeticamente indipendenti, mettendosi al riparo dai periodici rincari in bolletta, che nell’ultimo periodo hanno pesato particolarmente sulle tasche degli italiani.
E così al progetto Sole in Rete - la Rete nazionale Gruppi di Acquisto Fotovoltaico promossa da EnergoClub Onlus, che invita i cittadini ad autoprodurre l’energia elettrica per oltre 20 anni sfruttando l’energia del sole - si affiancano oggi nuove proposte.

Nel corso delle serate previste saranno spiegati in modo chiaro e semplice il servizio di orientamento e di consulenza tecnica fornita ai cittadini al fine di ottimizzare il rapporto qualità-prezzo di impianti fotovoltaici per abitazioni e piccole imprese, dimensionando l’impianto in modo da poter utilizzare l’energia prodotta anche per usi che tradizionalmente erano soddisfatti da energia di origine fossile (metano, gasolio, carburanti).
Infatti, per chi è dotato di impianto fotovoltaico, risulta vantaggioso installare anche una pompa di calore per la produzione di acqua calda sanitaria, in modo da riscaldare l’acqua tutto l’anno e poter spegnere la tradizionale caldaia da marzo a ottobre, oppure un piano cottura elettrico ad induzione per poter eliminare l’utilizzo del metano in cucina.

La significativa esperienza maturata dal Gruppo d’Acquisto SoleinRete conta oltre 3.600 iscritti ed ha già installato oltre 1.200 impianti FV, per una potenza complessiva di 5.600 kWp, evitando così oltre 77.000 tonnellate di CO2 e più di 6 tonnellate di PM10.
La ricaduta e l’ampio respiro dell’intero progetto sono testimoniati dalla generazione di un Fondo Etico, proporzionale ai kWp di FV installati, cui le Associazioni locali che aderiscono all’iniziativa SoleinRete accedono a favore dei propri progetti di carattere socio-ambientale sul territorio locale.  
La “Rete” cui fa riferimento il nome del progetto è, infatti, costituita da ben 61 associazioni in tutta Italia, cui si aggiungono anche numerose Amministrazioni pubbliche: patrocinano, infatti, l’iniziativa alcune Regioni e Province  e ben 168 Comuni in tutta Italia.

Oltre a SoleinRete nel ciclo di incontri saranno presentate altre opportunità promosse da EnergoClub per rendere ciascun cittadino partecipe della conversione energetica, come il gruppo d’acquisto veicoli elettrici (bici, scooter, auto) nell’ambito del progetto specifico “Svolta elettrica”promosso in collaborazione con la Fondazione EV-Now!, che mira a diffondere la mobilità elettrica attraverso una solida rete di operatori e utilizzatori, e il gruppo d’acquisto efficienza energetica e “Check up energetico”, che a breve permetterà di calcolare anche on line, in modo semplice e autonomo, il proprio Indice di Consumo energetico e di individuare le priorità di intervento personalizzate e consigliabili per ottimizzare i consumi della propria casa.

Anche quest'anno il Comune di Asti - Segretariato Valori Umani e Diritti di cittadinanza - propone "Estate Ragazzi in città".
Il progetto, rivolto agli studenti delle scuole superiori, prevede un impegno di 4 giorni alla settimana dal 4 al 26 luglio.
70 sono i posti disponibili per svolgere attività utili alla città. Ai giovani sarà corrisposto "un premio vacanza" di 150 euro oltre all'ingresso gratuito a 10 spettacoli di "Cinema Cinema", agli spettacoli di "Asti Teatro", ad un concerto di "Asti Musica" e 10 ingressi gratuiti alla Piscina Comunale.
Gli interessati possono presentare l'iscrizione, compilando l'apposita scheda, all'Ufficio Relazioni con il Pubblico del Comune (p.za San Secondo,1 orario lunedì al venerdì 9-13 e 15.30-17.30; sabato 9-12) entro il 12 giugno 2012.

Per ulteriori informazioni: 0141.39.92.31

DI-SVI: MOSTRA SUL LAVORO MINORILE. Il fenomeno, le cause, i Paesi, i prodotti e le conseguenze. Illustrati in 28 pannelli.
Centro culturale cittadino San Secondo - Via Carducci 22, Asti.
Da martedì 5 a domenica 10 giugno 2012
MAR 5 E MER 6 GIUGNO: DALLE 10.30 ALLE 12.30
GIO 7 GIUGNO: DALLE 10.30 ALLE 12.30 E DALLE 15 ALLE 17
VEN 8, SAB 9, DOM 10 GIUGNO: DALLE 17 ALLE 19.

Secondo l’organizzazione internazionale del lavoro, sarebbero 250 milioni i bambini lavoratori tra i 5 e i 14 anni nei soli Paesi del sud del mondo: il 61% vive in Asia, il 32% in Africa e il 7% in America Latina.
In fatto di diritti dei bambini abbiamo miseramente fallito” ha ammesso al vertice mondiale per l’infanzia del 2001 l’allora segretario delle Nazioni Unite Kofi Annan, facendo riferimento a come le dichiarazioni e gli impegni assunti a livello internazionale non siano riusciti a estirpare le cause che inducono al lavoro un numero così impressionante di piccoli.

Tra queste, vi sono certamente la povertà e l’alto numero di figli, nonché i bassi stipendi degli adulti e il minor costo di quelli dei bambini.
E’ quanto si apprende da alcuni dei 28 pannelli che compongono la mostra che l’associazione astigiana di cooperazione internazionale DI-SVI (Disarmo e Sviluppo) allestirà con il contributo del Comune di Asti (Ufficio Politiche Sociali) al Centro culturale cittadino “San Secondo” di via Carducci (Salone Montanaro, entrata dal civico 22) da martedì 5 a domenica 10 giugno 2012 con il seguente orario: martedì e mercoledì dalle 10.30 alle 12.30; giovedì dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 15 alle 17; venerdì, sabato e domenica dalle 17 alle 19.
“Le tavole raccontano anche delle varie forme in cui si esplica il lavoro minorile: dal reclutamento dei piccoli nelle milizie, al loro impiego come servi e in una molteplicità di attività illecite, fino al ricorso diffuso alla loro opera da parte dei genitori, contadini o artigiani” spiega Anna Ferrero, presidente del DI-SVI, che continua illustrando che tra i Paesi in cui lo sfruttamento dei bambini assume proporzioni spaventose spiccano l’India e il Nepal, dove si stima che all’incirca un milione di piccoli tessa i tappeti che vengono esportati in tutto il mondo e dove il DI-SVI ha realizzato tra gli altri progetti anche una prima mostra sul lavoro minorile (a Kathmandu nel 1991), consapevole del fatto che a dover intervenire sul fenomeno debbano essere innanzitutto i Paesi dove esso si manifesta.

I pannelli elencano anche i prodotti del lavoro minorile (i palloni di cuoio utilizzati nei campionati professionistici di tutto il mondo, i giocattoli e i fuochi d’artificio) e accennano alle conseguenze che esso ha sulla salute dei bambini che, lavorando in condizioni ambientali e igieniche precarie, sono esposti a malnutrizione, ritardi nella crescita, infezioni, tubercolosi e malattie della pelle, per citare i danni più diffusi.
Oltre alla compromissione dello sviluppo psico-fisico, il lavoro minorile impedisce ai piccoli di ricevere un’istruzione: più di 100 milioni di bambini non sono mai andati a scuola ed estremamente arduo, se non impossibile, sarà per loro migliorare la propria condizione sociale nel futuro” commenta Graziella Boat, del Direttivo DI-SVI. “Proprio per questa ragione la mostra si rivolge in modo particolare agli studenti astigiani: alcune classi della scuola elementare Baussano e media Brofferio ci hanno già confermato la loro partecipazione”.

DESCRIZIONE della Mostra:
Il fenomeno:

Secondo l’organizzazione internazionale del lavoro, sarebbero 250 milioni i bambini lavoratori tra i 5 e i 14 anni nei soli Paesi del sud del mondo: il 61% vive in Asia, il 32% in Africa e il 7% in America Latina.
Tra le varie forme di lavoro minorile, quelle peggiori rendono i bambini servi e soldati, li avviano alla prostituzione o ad altre attività illecite. Più in generale i piccoli sono sfruttati in attività di vario genere: dall’agricoltura all’industria, dalle miniere alla raccolta dei rifiuti. Molto diffuso, infine, il ricorso alla loro opera da parte dei genitori, contadini o artigiani.

Le cause:
“In fatto di diritti dei bambini abbiamo miseramente fallito”, ha ammesso al vertice mondiale per l’infanzia del 2001 l’allora segretario delle Nazioni Unite Kofi Annan, facendo cenno a come le dichiarazioni e gli impegni assunti a livello internazionale non siano riuscite a estirpare le cause che inducono al lavoro un numero impressionante di piccoli. Tra queste, la povertà e l’alto numero di figli che caratterizza alcuni Paesi, i bassi stipendi degli adulti e il minor costo di quelli dei bambini.
I Paesi:
Tra i Paesi dove lo sfruttamento dei bambini assume proporzioni impressionanti, ci sono il Pakistan, l’India e il Nepal (dove si stima che all’incirca un milione di bimbi tessa i tappeti che vengono esportati in tutto il mondo), l’Egitto e il Marocco, la Repubblica Dominicana e Haiti.
I prodotti:
In Pakistan come in Honduras, i palloni di cuoio usati nei campionati professionistici di tutto il mondo sono cuciti a mano dai bambini. Anche l’industria dei giocattoli, quella dei fuochi di artificio e delle estrazioni dei minerali, fanno abbondante impiego di minori.

Le conseguenze:
Il lavoro minorile, che sovente si svolge in condizioni ambientali e igieniche precarie, impatta innanzitutto sulla salute di bambini. La malnutrizione, i ritardi nella crescita, le infezioni, la tubercolosi e le malattie della pelle sono i danni più diffusi. Oltre alla compromissione dello sviluppo fisico, il lavoro minorile impedisce ai piccoli di ricevere un’istruzione: più di 100 milioni di bambini non sono mai andati a scuola e più arduo sarà per loro migliorare la propria condizione sociale.

Per ogni ulteriore informazione sulla mostra e sulle attività dell’associazione, contattare la sede di via Carducci 77 ad Asti (www.disvi.it; tel. 0141/593407; e-mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.).

Al via il bando per la competizione che premierà il comune italiano più amico della sporta.
E’ ufficialmente aperto il bando per la prima edizione della competizione nazionale “Sfida all'Ultima Sporta” promossa dall’Associazione dei Comuni Virtuosi, con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente, dell'Anci e con la collaborazione delle sedi locali delle associazioni nazionali partner della campagna, a partire da Italia Nostra.

Cercansi amministratori comunali dinamici e visionari desiderosi di cogliere un'opportunità per coinvolgere i propri concittadini in un lavoro di squadra a beneficio dell'ambiente e della scuola locale” Così potrebbe suonare l'invito a partecipare che viene rivolto dagli organizzatori ai comuni se si volesse convertirlo in un annuncio.

“Sfida all'ultima sporta” è una competizione riservata ai comuni che hanno raggiunto il 60% di raccolta differenziata nel 2011 e con una popolazione compresa tra gli 8000 e i 16000 abitanti. L'iniziativa, promossa all'interno del progetto di Porta la Sporta, offre l'occasione per fare riflettere le comunità coinvolte – ma non solo- sulle conseguenze che gli attuali stili di vita “spreconi” hanno sull'ambiente e per spingerci ad adottare nuovi comportamenti consapevoli e più rispettosi del nostro territorio.

I comuni si sfideranno in una competizione che premierà il migliore risultato ottenuto di “uso consapevole delle risorse” con la collaborazione di tutta la comunità. L'indicatore che è stato scelto per misurare le performances dei partecipanti è rappresentato e misurato dal consumo di sacchetti monouso, in quanto esempio emblematico di un utilizzo “usa e getta”, che è necessario ridurre al minimo.

Concretamente la comunità che, nell'arco di sei mesi, sarà più capace di ridurre il consumo dei sacchetti monouso, a livello pro-capite, otterrà un premio in denaro da destinare alla scuola locale. Il sistema di misurazione che verrà applicato si baserà sia sui dati forniti dai comuni, come numero di acquisti effettuati in supermercati e negozi, sia sugli esiti dei rilevamenti effettuati dalla segreteria organizzativa e dalle sedi locali delle associazioni nazionali partner della campagna.
Come avvertono gli organizzatori: “Questa iniziativa vuole essere portatrice verso l'opinione pubblica di alcuni messaggi semplici, ma importanti, che possono condurre a una maggiore sostenibilità ambientale. Il messaggio chiave è che serve una presa di responsabilità sia individuale sia collettiva che possa contrapporsi alla deresponsabilizzazione attuale, diffusa a tutti i livelli della società. Per invertire questa tendenza e cambiare i comportamenti è necessario dare esempi alternativi coinvolgendo le persone”.

Il secondo messaggio indicato dagli organizzatori è sempre legato al tema della responsabilità con un riferimento alle future generazioni: “Oltre a fare il possibile per rallentare il degrado dei sistemi naturali del pianeta dobbiamo investire nell'educazione ambientale e civica delle future generazioni affinché non compiano i nostri stessi sbagli. Da qui la decisione di destinare il monte premi che il comune vincitore riceverà, alla scuola locale, un settore pubblico in cui si è invece progressivamente disinvestito.”

Le buone pratiche locali che attraversano l'Oceano


Sfida all'ultima sporta diventerà la seconda iniziativa internazionale del suo genere. Si ispira infatti a “Reusable Bag Challenge” che ha visto fronteggiarsi nel 2009, in Colorado, oltre 30 cittadine e un'intera contea in una gara a quale comunità consumava meno sacchetti. Gli esercizi commerciali aderenti, dai negozi di vicinato ai supermercati, hanno conteggiato, per un periodo di 6 mesi, i sacchetti risparmiati sulla base degli acquisti effettuati dai clienti senza utilizzare sacchetti monouso di qualunque materiale. ll premio in palio, una fornitura di pannelli solari completa di installazione, acquisita con il contributo degli sponsor, è andato a beneficio della scuola locale del comune vincitore, Basalto. La sfida, che ha entusiasmato migliaia di partecipanti ha significato, per l'ambiente, un risparmio immediato complessivo di oltre 5 milioni di sacchetti e altri effetti che si sono mantenuti nel tempo. L'idea è partita da un giovane abitante di Telluride amante della natura, Dave Allen, e a lui verrà dedicata l'iniziativa italiana.

Chi sono gli sponsor e i partner che hanno reso possibile l'edizione italiana

La versione nostrana che si avvale della collaborazione della Cooperativa E.R.I.C.A. come Partner Tecnico può essere lanciata grazie al contributo complessivo di 20.000 euro che verrà donato al comune vincitore da tre sponsor: Banca Marche, sponsor principale, Frà Production, con il suo marchio Ecottonbag e Novamont. Rimane comunque aperta la porta ad altre aziende, qualora volessero aggiungersi alla lista degli sponsor, per istituire un premio dedicato al secondo classificato.

Le tappe dell'iniziativa


I comuni che hanno i requisiti richiesti, e cioè un numero di abitanti compreso tra le 8.000 e le 16.000 unità e un indice di raccolta differenziata non inferiore al 60% come dato 2011, possono prendere visione del bando sul sito dell'iniziativa http://www.portalasporta.it/index.htm e inviare la loro candidatura a partire dal 28 maggio 2012 e sino al 30 settembre 2012.

Dopo le opportune verifiche verranno considerate le prime venti candidature valide pervenute. L'inizio previsto per la partenza della competizione è il primo novembre 2012.

La segreteria organizzativa nazionale supporterà i comuni partecipanti nella realizzazione delle varie iniziative di sensibilizzazione alla prevenzione e alla gestione consapevole dei rifiuti.

Altritasti Periodico on line dell'Associazione di Promozione Sociale Altritasti - via Carducci 22 - 14100 Asti - C.F. 92060280051
Registrazione: Tribunale di Asti n. 7/2011 del 28.10.2011 - Direttore Responsabile: Alessandro Mortarino