Rapporto sulla povertà a Cuneo e Fossano

L’Osservatorio della Caritas diocesana di Cuneo-Fossano ha presentato alcune settimane fa il nuovo Rapporto sulla povertà nel nostro territorio, relativo all’anno 2023 (intitolato “Sfaccettature”, per indicare la natura mutante di un fenomeno che “si chiama sempre povertà, ma ha tanti nomi diversi”), da cui emerge con estrema chiarezza ed altrettanta preoccupazione il crescente disagio che pervade gli strati sociali anche di queste aree del nostro Paese: nell'anno trascorso la povertà è ulteriormente aumentata, registrando addirittura una decisa impennata delle richieste di aiuto...

Particolarmente significativo l’aumento degli accessi ai diversi servizi della Caritas a Cuneo, aumentati del 113% rispetto all’anno precedente, anche tra persone finora sconosciute alla rete Caritas.

Pur trattandosi di realtà assai diverse, dalla ricerca emergono alcuni dati comuni a Cuneo e a Fossano, in particolare che 1.617 persone sono state accolte nel 2023, di cui 584 incontrate per la prima volta. Equivale al 36% di nuovi poveri.

Rispetto al 2022 si rileva un incremento:
- del 23% dei nuclei che hanno richiesto aiuto;
- del 50% dei nuovi poveri.

A Cuneo sono sorti due nuovi Centri di ascolto parrocchiali, a San Rocco Castagnaretta e a Borgo san Dalmazzo, ed è stato istituito un magazzino viveri centrale a servizio delle parrocchie che distribuiscono pacchi di viveri, della Mensa e di altre realtà del territorio che si occupano di fornire aiuti di prima necessità come San Vincenzo, alloggi per ex detenuti, etc.

Le difficoltà principali evidenziate dalla ricerca riguardano in particolare:

• quella economica, che cresce ancora del 7% e tocca l’85% delle persone incontrate.

• Il problema del lavoro poco remunerato e insufficiente al fabbisogno familiare, o della mancanza totale di un lavoro. Nei centri parrocchiali si registra un 7% in più di disoccupati, mentre sono il 28% in più al Centro di ascolto diocesano.

• La difficoltà a mantenere l’abitazione o la mancanza di un’abitazione adeguata è l’incognita che grava da qualche anno a questa parte che continua a crescere (+18% in totale nel 2023).

Particolarmente grave è il tema legato al diritto all'abitare; cresce infatti il numero di persone in difficoltà e non riguarda solo i senza fissa dimora ma anche chi vive difficoltà estreme nel mantenere una abitazione stabile: morosità, sfratti, rilevanti debiti da sanare. Quasi sempre i problemi abitativi si sposano e sono causati dalla precarietà lavorativa, dal lavoro irregolare (in nero), dal ridotto potere d'acquisto dei redditi dei pensionati, dalla diffidenza dei proprietari immobiliari nei confronti dei cittadini stranieri.

A Cuneo, infine, il dramma della cronicità della povertà (ovvero quando si è assistiti da più di cinque anni) risulta particolarmente evidente nel quartiere Cerialdo, che registra il tasso più alto in assoluto, il 28%.

Qui potete seguire la videoregistrazione della presentazione del Rapporto.

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