Continua lo sciopero della fame per i platani, emblema della tutela dell'ambiente

A cura del direttivo di SEquS – Asti.

Siamo giunti all'ottavo giorno di sciopero della fame contro il taglio dei sette platani di Corso Savona. Nonostante la nostra presenza quotidiana, alle ore 11 del mattino, davanti all’ingresso di Palazzo Mandela, nessun rappresentante della giunta si è fermato ad ascoltare le ragioni del nostro gesto...

L’assessora Morra, anziché favorire un dialogo costruttivo con la cittadinanza, sembra preferire imporre la propria visione con atteggiamento autoritario. Parla di un “bicchiere mezzo pieno”, ma noi di SEquS quel bicchiere non lo vediamo nemmeno.

Ricordiamo che il Regolamento del Verde Pubblico, redatto con la collaborazione di decine di associazioni ambientaliste e con tutti gli Ordini Professionali della provincia, giace ancora in sospeso. Nonostante i numerosi proclami dell’assessora Morra, il documento non è mai stato portato in Commissione Ambiente.
Questo atteggiamento dimostra la volontà di muoversi senza vincoli, evitando il confronto su principi ideologici fondamentali.

L’assenza di trasparenza nelle politiche ambientali e il mancato rispetto delle regole democratiche contribuiscono a un crescente distacco tra amministrazione e cittadini. La tutela della vita, vegetale e no, dovrebbe essere una priorità.
I sette platani di Asti sono diventati il simbolo della lotta ecologista contro l’antropocentrismo imposto da un sistema consumistico, guidato dalle lobby e, in questo caso specifico, dall’industria alimentare tedesca.

Per questo, erigiamo i sette platani a emblema della resistenza contro la distruzione indiscriminata dell’ambiente. Invitiamo tutte le associazioni ambientaliste a unirsi a noi di SEquS in questa battaglia, amplificando il nostro messaggio e ponendo fine a questa “strage degli innocenti”.

Il direttivo di SEquS – Asti
Elena Pavarino, Giuseppe Sammatrice, Patrizia Montafia, Mara Piazzolla, Sabrina Mossetto

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