
E' una constatazione che facciamo sulla base di alcuni elementi così riassumibili:
- Immediatamente dopo l'evento sismico, l'ANCI (Associazione Nazionale dei Comuni Italiani) trasmette una richiesta a tutte le amministrazioni comunali italiane per reperire figure professionali (dipendenti delle amministrazioni stesse) in grado di valutare e stimare l'agibilità e i danni subiti dagli edifici - pubblici e privati - abruzzesi.
- 8 Aprile: la Protezione Civile di Asti chiede ai Tecnici del Comune la loro disponibilità ad una trasferta in Abruzzo, da organizzare a breve termine.
- 9 Aprile: alcuni Tecnici comunali offrono la loro disponibilità.
- 9 Aprile: il Dirigente del settore "Risorse Umane" del Comune di Asti trasmette una Informativa attraverso cui "si comunica che l’Amministrazione comunale sta valutando le forme di solidarietà da mettere in atto nei confronti delle popolazioni colpite ed al momento non ha adottato decisioni favorevoli circa la possibilità di distaccare personale presso le strutture deputate alla gestione dell’emergenza".
Insomma: viene da pensare che le emergenze non piacciano all'amministrazione comunale di Asti.
In particolare quando l'emergenza non è legata all'alluvione provocata dal Tanaro e, dunque, ad aiuti alle "nostre" popolazioni ma ad emergenze altrui (addirittura "altrove").
Peccato.
Un sintomo di una umanità che ha perso la sua rotta ?
O di un'Amministrazione talmente abituata a pensare secondo il concetto del "padroni a casa nostra" dal non riuscire più a vedere il bisogno di aiuto di chi vive a poche centinaia di chilometri dalla "casa loro" ?