C'è anche l'Italia nel conflitto che divampa in Congo

di Daniele Allara.

Giovedì 20 febbraio presso il Foyer delle Famiglie si è tenuto l'incontro "RD Congo: il dramma di un popolo, affare anche nostro", organizzato dalla Rete Welcoming Asti. Di fronte a un interessato e attento pubblico, si sono confrontate due persone di alto spessore umano e professionale, grandi conoscitrici della realtà congolese e del sanguinoso conflitto in corso ormai da molti anni in particolare della regione del Nord e Sud Kivu...

Si tratta di Giusy Baioni, giornalista freelance che scrive tra l'altro per il Fatto Quotidiano, esperta delle dinamiche politico e sociali dell'Africa centrale, e di Anselme Bakudila, congolese di Kinshasa, ormai da molti anni in Italia, collaboratore di Slowfood e responsabile della Condotta Slowfood di Alba nonché professore all'Università di Kinshasa.

Nelle ultime settimane la regione congolese del Kivu ha visto l'aggravarsi della situazione dovuta all'avanzata del gruppo ribelle M23, sostenuto dall'esercito del vicino Rwanda, che ha occupato prima il capoluogo del Nord Kivu, Goma, e poi quello del Sud Kivu, Bukavu. L'incontro voleva dare la possibilità di comprendere le motivazioni alla base di questo conflitto che vede coinvolti anche l'Europa e l'Italia in particolare.

La storia degli ultimi decenni della RD Congo, come quella di molti altri paesi africani, ha vissuto le conseguenze del colonialismo. La ricchezza di materie prime in varie parti del suo territorio ha complicato il processo di crescita e indipendenza del paese. Coltan, cobalto, oro, litio, tutto ciò che lo sviluppo tecnologico, sotto il controllo delle grandi potenze mondiali, sta richiedendo in maniera sempre più forte è presente in territorio congolese e nella regione del Kivu in particolare.

Il Rwanda, dietro rivendicazioni legate al conflitto etnico tra tutsi e hutu, ha aumentato sempre di più la propria influenza in territorio congolese fino a finanziare e sostenere militarmente il gruppo ribelle M23. Da paese senza nessun risorsa naturale, il Rwanda è diventato uno dei principali esportatori di minerali preziosi, arrivando a firmare un memorandum d'intesa con l'Unione Europea per la loro fornitura.

Quello che sta accadendo in RD Congo sintetizza molto bene i principali movimenti nella geopolitica mondiale che si muove ormai in modo sempre più ossessivo intorno al controllo delle risorse naturali.
Giusy Baioni ha espresso con forza il suo allarme riguardo al rischio che questa conflitto possa degenerare in una guerra molto più estesa che arrivi a coinvolgere anche il Burundi e l'Uganda, con conseguenze davvero catastrofiche.
Anselme Bakudila ha esortato il pubblico a mantenersi informato e a far conoscere ciò che sta avvenendo nel suo paese. Il suo popolo, ha detto, lotterà con determinazione per non soccombere sotto il potere di un paese invasore e oppressore.

Giusy ha poi aggiornato il pubblico sulle difficoltà che continuano ad accompagnare la ricerca della verità e della giustizia sul caso dell'assassinio dell'ambasciatore italiano in Congo Luca Attanasio, della sua scorta il carabiniere Vittorio Iacovacci e il loro autista Mustafa Milambo, avvenuto proprio nei dintorni di Goma, attualmente occupata dall'M23.
Il processo ormai non si terrà perchè i due funzionari del Programma Alimentare Mondiale della Nazioni Unite coinvolti nella vicenda e con evidenti responsabilità da chiarire potranno godere dell'immunità garantita dalla loro posizione. Anche il governo italiano ha accettato questa soluzione, impedendo così che la tragica scomparsa di un alto rappresentante dell'Italia possa trovare giustizia.

Numerosi gli interventi del pubblico nella parte finale, un segnale di sensibilità molto apprezzato anche da Giusy e Anselme.

Aggiungi commento

Invia
Altritasti Periodico on line dell'Associazione di Promozione Sociale Altritasti - via Carducci 22 - 14100 Asti - C.F. 92060280051
Registrazione: Tribunale di Asti n. 7/2011 del 28.10.2011 - Direttore Responsabile: Alessandro Mortarino