
Ora ci pare di dover guardare con molto sospetto tutta la passionalità che si scatena attorno al tema delle "ronde", non per negare le buone intenzioni di coloro che si dichiarano disponibili, ma perché non troviamo ragioni per credere che miracolosamente le istituzioni e le amministrazioni si mettano improvvisamente in grado di rispondere alle segnalazioni che riceveranno (e che conoscono benissimo fin d'ora).
Quanti di noi hanno segnalato la pericolosità di certe situazioni a pubblici ufficiali senza vedere alcun cambiamento ?
Nella nostra campagna per la sicurezza del/sul lavoro questo si verifica ogni giorno, ma il problema sembra che interessi poco, nonostante i quattro morti al giorno, vittime della violenza come tutte le altre. Dando uno sguardo alle statistiche, avrebbero più bisogno di ronde e di scorte gli operai dell’edilizia, soprattutto quelli che devono rassegnarsi a lavorare in nero.
E' finita fra il tripudio generale la kermesse di San Remo, ma nessuna canzone ha affrontato questa terribile emergenza; si è rischiata la crisi istituzionale sul tema della vita e del fine-vita, ma i quattro morti al giorno che vorrebbero vivere restano fuori del gioco delle varie propagande.
Si revocano addirittura provvedimenti che possono migliorare l'ambiente e di conseguenza la salute di tutti, pur dichiarando di apprezzare le intenzioni di chi crede che il tempo è denaro ma la vita vale di più.
Vorremmo più attenzione all'organizzazione della vita quotidiana delle nostre città piuttosto che la propaganda fatta per provocare polveroni e per nascondere non chiare manovre o antiche pigrizie.
Intanto, continuiamo il nostro lavoro per quanto possiamo con “chiarezza, coerenza, impegno, partecipazione” (cfr. Gherardo Colombo, Sulle regole) lasciando i miracoli ad altri.