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NoTav, Cuneo-Nizza e mobilità per tutti, anche per i profughi PDF Stampa E-mail
Domenica 26 Marzo 2017 22:28

di Ugo Sturlese.

Esistono legami forti fra le problematiche di due aree (Val Susa e Valle Roya ma anche con la Valle Vermenagna e con la Valle Bevera), di due ferrovie (la Cuneo-Nizza e il TAV Torino-Lione), di due militanti coraggiosissimi (Nicoletta Dosio e Cedric Herrou). Legami seri perché entrambe le vicende sono risultate soggette ad attività repressive dei due Stati, che hanno colpito due eroi civili: Nicoletta Dosio colpita da gravi restrizioni alla sua libertà personale (che lei non ha mai rispettato) e condannata in primo grado e poi liberata in Cassazione dalle misure più odiose; Cedric Herrou condannato a 3000 euro di ammenda per aver ospitato decine di profughi nel suo capannone, compresi molti minori (ma occorre sapere che un po’ tutta la Valle Roya ha ospitato profughi) ...

Ma vorrei ricordare anche Renè Dahon (pure lui incriminato per aver aiutato i profughi), che guarda caso è un militante del Comitato italo-francese per la Cuneo-Nizza. In questo senso la Ferrovia è diventato anche un simbolo di libertà contro la politica xenofoba e negatrice della libertà di movimento delle persone da parte del governo francese. E infatti in una manifestazione del Comitato franco-italiano per la Cuneo-Nizza assieme ai No Borders a Piene avevamo assunto come slogan: "Libertà di movimento non solo per le merci ma anche per gli umani".

Pochi giorni fa nel corso della manifestazione “Parole fra Continenti” mi è capitato di rivedere lo spezzone di un film di Pietro Germi, Il cammino della speranza: descrive l’emigrazione dal Sud Italia verso la Francia proprio sui nostri valichi nel secondo dopoguerra (e devo dire che allora la polizia francese era molto più comprensiva), proprio quei valichi che non vogliono far superare oggi ai nuovi migranti dal Nord-Africa e dal Medio-Oriente. E vogliamo ricordare che proprio sul valico ferroviario sono stati fermati 25 profughi nei mesi trascorsi, sulla Cuneo-Nizza che vorremmo invece diventasse "il treno della speranza".
Libertà di movimento quindi da garantire ma non con la realizzazione di grandi opere inutili e costose come il Tav Torino-Lione o il tunnel autostradale del Tenda a doppia canna, che costerà oltre 160 milioni, che sarebbero serviti per un pieno recupero della canna stradale esistente e della ferrovia Cuneo-Nizza (per la sua elettrificazione, per il trasporto merci).

Insomma, in queste vicende si esprime tutta la forza del sistema predatorio neoliberista, tutto centrato sulle grandi opere e sui finanziamenti pubblici spesso oggetto di corruzione proprio in virtù di una logica accentratrice e falsamente efficentistica, come è il caso delle grandi centrali di acquisto (CONSIP 2,3 miliardi: altro che i risparmi sulla famosa siringa). Quello che occorre invece è dare ascolto alla volontà delle comunità, dei cittadini, che richiedono opere utili come appunto la Torino-Cuneo-Nizza (giustificata da ragioni culturali, ecologiche, economiche, paesaggistiche) o il miglioramento dei servizi per i pendolari, che tutti i giorni usano il treno per ragioni di lavoro sia per andare dalle città del Cuneese a Torino che dalla Valle Roya a Nizza o che vorrebbero usarli per spostarsi fra le varie città del cuneese (Saluzzo, Mondovì) come richiede giustamente il movimento dei pendolari. Ed è per questo che la TO-CN-Nizza è al centro, costituisce l’asse portante del nostro programma in vista delle prossime elezioni amministrative: per far maturare una coscienza diffusa del valore del trasporto collettivo su ferro (la cura del ferro!) e per attivare le Amministrazioni locali e la Regione Piemonte verso un impegno più deciso in questa direzione.
ma anche con la Valle  Vermenagna e con la Valle Bevera
 

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