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Dieci semplici ragioni per impedire una criminale follia PDF Stampa E-mail
Domenica 03 Gennaio 2016 10:56


A cura del Centro di ricerca per la pace e i diritti umani.

La decisione annunciata dal governo di inviare centinaia di soldati italiani alla diga di Mosul è una criminale follia.
Occorre persuadere il governo a revocarla immediatamente.
Per questo invitiamo tutte le cittadine e i cittadini italiani a inviare urgentemente questo appello a tutti i ministri ed ai loro principali collaboratori ...

Il testo dell'appello e gli indirizzi mail cui inviarlo li trovate qui: http://www.pressenza.com/it/2016/01/soldati-italiani-a-mosul-facciamoci-sentire/

Ecco, invece, le "Dieci semplici ragioni per impedire una criminale follia", per avere chiara l'urgenza di un nostro e vostro intervento !

1. La diga di Mosul è a pochi chilometri dalla città che è sotto il controllo dell'Isis: sarà facilissimo per l'Isis organizzare un attentato stragista.

2. La presenza di soldati italiani alla diga di Mosul verrà percepita come occupazione militare straniera da parte di uno dei paesi che presero parte alla prima guerra del Golfo (nel corso della quale anche l'Italia partecipò ai bombardamenti stragisti), e che già occuparono il paese dopo la seconda guerra del Golfo (occupazione nel corso della quale le truppe di altri paesi della coalizione di cui anche l'Italia faceva parte commisero mostruosi crimini contro l'umanità); cosicché presso un vastissimo uditorio troverà ascolto la propaganda dell'Isis che definirà la presenza dei soldati italiani come "invasione crociata" e farà di quei soldati e dell'Italia primari bersagli di attentati stragisti.

3. E' quindi evidente che lungi dal proteggere l'impianto e le maestranze, la presenza dei soldati italiani alla diga di Mosul esporrà l'uno e le altre agli attentati stragisti; ed esporrà ad attentati anche la popolazione italiana tutta indifferenziatamente; così come esporrà a conseguenze letali le popolazioni abitanti nei dintorni della diga ed a valle di essa (un folle attentato che sciaguratamente provocasse la distruzione della diga avrebbe come esito un immane massacro, una catastrofe indicibile).

4. Dalla presenza dei soldati italiani e dalla concreta ed agevole possibilità di colpirli con attentati stragisti l'Isis ricaverà anche un enorme vantaggio propagandistico, e da questo vantaggio deriveranno per l'organizzazione terrorista ulteriore consenso, ulteriore espansione, ulteriori reclutamenti; cosicché è del tutto evidente che quella improvvida e insensata presenza militare italiana raggiungerà il solo risultato di favoreggiare l'organizzazione terrorista, e tanto sangue di innocenti sarà sparso assurdamente per questo esito scellerato.

5. Tutti sanno che il terrorismo va contrastato con un'operazione di polizia internazionale, che ha come indispensabile prerequisito la cessazione delle guerre in corso e quindi degli interventi militari europei ed americani che l'Isis hanno fatto nascere e crescere fino alle attuali dimensioni.
L'invio di soldati italiani a Mosul è del tutto controproducente: poiché di fatto contribuirà a far morire altri innocenti e con ciò rafforzerà ed estenderà il potere dell'Isis e prolungherà la schiavitù delle persone che vivono nelle zone sottoposte alla sua infame e bestiale dittatura mafiosa e nazista.

6. Occorre inoltre dire che dispiegare soldati come "security" di imprese private è un uso inammissibile, un uso inammissibile che ha già provocato delle vittime, come i pescatori indiani uccisi perché ritenuti pirati (ed un conseguente gravissimo contenzioso internazionale che tuttora perdura, nel quale sono anche state intrappolate le esistenze di due persone che potrebbero essere del tutto innocenti - e tali vanno comunque considerate fino all'emissione di una sentenza definitiva - e che da anni stanno subendo una condizione di sofferenza assolutamente ingiusta in assenza di un regolare giudizio).

7. Né si può tacere che mentre vari paesi, dagli Stati Uniti d'America alla Russia, alla Francia, a molti altri, stanno eseguendo in Iraq e in Siria una campagna di bombardamenti aerei che hanno provocato molte vittime civili - vittime due volte: della sanguinaria dittatura dell'Isis e dei bombardamenti stragisti -, inviare sul terreno soldati italiani che di alcuni di quei paesi che bombardano si presentano come alleati li espone vieppiù ad essere vittime non solo degli attentati dell'Isis ma anche della vendetta di disperati sopravvissuti ai bombardamenti dei nostri alleati.

8. Il disegno dei terroristi è persuaderci ad assecondare i loro piani sanguinari: a rispondere ai loro attentati con atti di guerra contribuendo così ad una spirale distruttiva e onnicida, ad una escalation apocalittica che è il perno della loro retorica nichilista e della loro disumanata ideologia. Ogni intervento militare, ogni azione bellica, è un atto di folle complicità con la criminale follia dell'Isis.
In Italia abbiamo conosciuto tremende stagioni di violenza terroristica - fascista, nichilista, mafiosa - e sappiamo che il terrorismo si può e si deve contrastare con la legalità che salva le vite, con la democrazia che rispetta e promuove i diritti umani, e non con la guerra e la dittatura: la guerra e la dittatura - di cui il militarismo è elemento strutturale - sono già terrorismo, sono l'oscena vittoria del terrorismo.

9. L'Isis è stato creato dalle nostre guerre; proseguire sulla strada dell'intervento militare euroamericano avrà come risultato di rafforzarlo, e di far morire o ridurre in schiavitù tanti altri innocenti.
Tutti gli studiosi, gli osservatori, gli operatori istituzionali onesti lo sanno e lo dicono da tempo, e chiunque può averne piena contezza se solo leggesse gli studi e i documenti degli esperti che sono ampiamente disponibili.

10. Già anni fa un altro governo mandò al massacro altri soldati italiani in Iraq, le vittime della strage di Nassiriya. Il governo attuale non ripeta quel tragico errore.

La decisione annunciata dal governo di inviare centinaia di soldati italiani alla diga di Mosul è una criminale follia.
Occorre persuadere il governo a revocarla immediatamente.




 

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