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Fermiamo le guerre e la fame, non le persone che cercano pace, libertà e giustizia sociale PDF Stampa E-mail
Domenica 27 Settembre 2015 20:41


A cura della Segreteria FIOM /CGIL Asti.

La tragedia dei migranti sta mettendo a nudo nel modo più drammatico il fallimento di un sistema economico e sociale, delle relazioni internazionali e della convivenza civile a cui la tragedia della II Guerra mondiale sembrava aver posto limiti definendo principi universali per la garanzia di diritti umani, sociali e civili. Con questo intendendo mettere l’Europa al riparo dal fascismo e dal razzismo. La crisi economica globale con le disuguaglianze sociali sempre più insostenibili, unitamente alle tante guerre indotte o finanziate dai paesi occidentali, hanno determinato centinaia di migliaia di morti e l’esclusione di tante popolazioni dall’accesso ai beni primari ...

Questa situazione è all’origine degli odierni esodi migratori in cui è pretestuoso distinguere chi fugge dalla fame da chi fugge dalla guerra. Il patto di civiltà post bellico basato sul diritto internazionale, sull’equità sociale, ispirato alla pace e alla convivenza tra
i popoli e tra le persone, sembra minato alle sue fondamenta. Si registra infatti un pericoloso ritorno al passato, alle separazioni più radicali, ai nazionalismi estremi, alla xenofobia, all’uso della religione come barriera insormontabile e strumento di guerra.
Razzismo, localismo identitario, intolleranza verso il diverso, esclusione verso il più debole, negazione dei diritti uguali per tutti, tornano ad essere richiami ascoltati da strati sociali frammentati, impauriti dall’incertezza del futuro e dal peggioramento della propria condizione.

Il manifestarsi sempre più frequente di risposte reazionarie e di destra alla crisi è uno scenario inquietante; organizzazioni politiche, partiti, movimenti di chiaro stampo nazista, fascista e xenofobo che danno sfogo e organizzazione ai sentimenti più retrivi sono in crescita in tutta Europa e rappresentano ormai un problema reale.
Di fronte al moltiplicarsi delle aggressioni nei confronti di migranti e dei raduni di gruppi neofascisti, la Fiom esprime la più totale condanna e si impegna affinché vengano negati spazi fisici e politici ai nazifascisti. Chiede alle Istituzioni, nel pieno rispetto della Costituzione, di applicare la Legge Mancino che impedisce l’attività di propaganda e di iniziativa alle organizzazioni che si richiamano al fascismo.

La Fiom intende essere protagonista di questa battaglia democratica di contrasto alla xenofobia e di accoglienza a migranti e rifugiati. Si deve tornare alle pratiche fondanti del sindacalismo per il quale accoglienza non è solo solidarietà ma è anche ricerca comune di giustizia sociale.

1. Anche la Fiom di Asti, da subito, si fa parte attiva ad individuare soluzioni concrete nel suo territorio fino ad aprire le sedi sindacali all’accoglienza in un percorso condiviso con la Fiom Regionale e Nazionale.

2. La Fiom aderisce e invita i lavoratori a partecipare alle mobilitazioni che si stanno preparando sul territorio, a partire dalla giornata di mobilitazione dell’11 settembre, la “Marcia delle donne e degli uomini scalzi”.

3. La Fiom si impegna a rafforzare tra le lavoratrici e i lavoratori il contrasto a idee antidemocratiche, razziste e xenofobe, anche in occasione delle assemblee per il rinnovo del CCNL.
 

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