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Matite temperate e fucili spezzati PDF Stampa E-mail
Domenica 11 Gennaio 2015 22:05


A cura del Movimento Nonviolento.


Hanno voluto spezzare le matite. L'hanno fatto con i kalashnikov.
Sono così deboli che hanno avuto paura di un disegno, così vigliacchi che hanno avuto bisogno di coprirsi il volto. La reazione della Francia e del mondo civile è stata immediata, spontanea. Migliaia di matite sono state innalzate nelle piazze. Nel giorno dell'orrore, questa simbologia ci sembra la più significativa: matite contro kalashnikov, cultura contro morte, nonviolenza contro barbarie ...

E' stato un attacco terroristico o un atto di guerra? L'uno e l'altro insieme poiché guerre e terrorismo si alimentano reciprocamente, anzi sono la stessa cosa: la guerra è terrorismo su larga scala, e il terrorismo è un atto di guerra contro l'umanità.

E' stata un'azione militare, con addestramento militare, freddezza militare, strumenti militari.
Forse ora si capirà che l'impegno antimilitarista è quanto mai attuale. E' necessario spezzare tutti i fucili: i loro kalashnikov e le “nostre” bombe che insanguinano la Siria, la Libia, l'Iraq e molti altri Paesi del mondo.

Stiamo dalla parte delle vittime, che oggi sono giornalisti e poliziotti. Ma sono anche i civili dei Paesi dove è stata esportata la “guerra al terrorismo”, che invece il terrorismo sta alimentando.

Contro la spirale guerra/terrorismo/guerra/terrorismo la nonviolenza è l'unica risposta efficace.

La nostra “Carta” dice che il Movimento Nonviolento “opera con il solo metodo nonviolento, che implica il rifiuto dell'uccisione e della lesione fisica, dell'odio e della menzogna, dell'impedimento del dialogo e della libertà di informazione e di critica”.

E dunque oggi più che mai è tempo di opporsi all'oscurantismo con la satira, al fondamentalismo con la dissacrazione, ai proiettili con i libri, alle bombe con l'informazione, all'orrore con la  bellezza, all'ignoranza con la cultura, alla bestialità con l'umanità, al clericalismo con l'ironia, e i protagonisti principali di questa opposizione nonviolenta sono i giornalisti, gli insegnanti, gli studenti, gli scrittori, i registi,  i musicisti e gli artisti, donne e uomini.

Ora è il momento del lutto, perchè ancora una volta sono state uccise delle persone utilizzate come simboli. Da domani sarà il momento dell'intelligenza e dell'apertura per non cadere nella trappola della violenza e per costruire una civiltà della convivenza.

Da parte nostra la risposta costruttiva a questa ennesino orrore non può essere che il rinnovato impegno per rafforzare il Movimento Nonviolento e il lavoro culturale della rivista cartacea e in rete Azione nonviolenta. Le nostre matite contro i loro fucili.

 

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