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Miseria ladra: quando un modo di dire si fa realtà PDF Stampa E-mail
Domenica 02 Marzo 2014 09:34


di Irene Bartoli e del coordinamento di Libera Asti.


Ho perso le chiavi della macchina. “Miseria ladra”. Ho dimenticato un appuntamento importante. “Miseria ladra”. Dove avrò messo quel biglietto da visita. “Miseria ladra”. Sono stato licenziato. “Miseria ladra”. Non so come pagare la rata del mutuo. “Miseria ladra”.  La mia azienda è sull’orlo del fallimento. “Miseria ladra”.
Miseria ladra”, prima solo un’imprecazione leggera e comune, ora si è trasformata in uno spettro sempre più inquietante e presente che aleggia sulle vite di molti. Ma, se una volta la povertà era sinonimo di luoghi terrestri lontani dai nostri orizzonti e di pochi paria relegati nelle fasce più povere e ghettizzate all’interno della nostra società, ora è un fenomeno che si sta diffondendo a macchia d’olio verso tutti coloro che nell’ultima metà nel ‘900 componevano il ceto medio ...

Le notizie sempre più inquietanti che ogni giorno i canali d’informazione ci riportano, disegnano davanti ai nostri occhi un Paese che sta scivolando in modo inesorabile verso la regressione, perdendo di fatto quei diritti che sulla carta cantano ancora poesie di uguaglianza.
I freddi numeri dell’Istat hanno calcolato calcolato che, nel 2011, 8 milioni e 173 mila persone - il 13,8% della popolazione italiana - sono in condizione di povertà relativa, con una disponibilità di 506 euro mensili. In condizione di povertà assoluta si trovano invece 3 milioni 415 mila persone - il 5,2% della popolazione italiana.

Ma la povertà in Italia non ha solo la forma della statistica, anzi, ha la faccia del disorientamento, della depressione, dell’aggressività, del suicidio, della perdita del ruolo sociale di tutti quei lavoratori che non riescono più a fare i conti con una vita troppo cara, madri single, giovani che dall’oggi al domani si trovare a dover sopportare sulle loro spalle la responsabilità di genitori disoccupati e fratelli minori non ancora autosufficienti.

Noi siamo a conoscenza di tutto ciò però, spesso, ci rifiutiamo di affrontare determinati temi, quasi per scaramanzia, quasi che non conoscendo questa piaga non potessimo caderne mai vittima.
Per questo motivo, Libera e il Gruppo Abele hanno intrapreso un lungo e complesso studio incrociando ed elaborando i dati Istat, creando il dossier “Miseria Ladra” e presentandolo in tutta l’Italia.
Mercoledì 26 febbraio, grazie all’impegno di Libera Asti in collaborazione con il Centro Culturale San Secondo e l’Acli provinciale di Asti, “Miseria Ladra” è sbarcata anche ad Asti, nella persona di Leopoldo Grosso, vicepresidente del Gruppo Abele, che ha esposto alla cittadinanza dagli aspetti tecnici ai risvolti psicologici della povertà.
Alla conferenza hanno partecipato associazioni di varia natura, circoli, le autorità astigiane rappresentate da Maria Ferlisi, Presidente del consiglio comunale, Pietro Vercelli, Assessore ai servizi sociali, e Alberto Pasta, Assessore alla legalità, e molti cittadini interessati.

Grazie alla professionalità e alla precisione del professor Grosso e alla disponibilità dei presenti nel mettersi in gioco, raccontando esperienze, facendo domande, proponendo riflessioni, la serata si è rivelata piena di spunti per un eventuale percorso condiviso con tutti gli enti che sul nostro territorio si occupano di povertà, in tutti i suoi diversi aspetti, per ideare ed attuare insieme manovre che possano segnare un’inversione di rotta in questo drammatico scenario.
Perché, come scrisse George Bernard Shaw, “Se tu hai una mela, e io ho una mela, e ce le scambiamo, allora tu ed io abbiamo sempre una mela ciascuno. Ma se tu hai un'idea, ed io ho un'idea, e ce le scambiamo, allora abbiamo entrambi due idee”.

In conclusione, vorremmo ringraziare tutti coloro che con la loro presenza e il loro impegno hanno reso possibile un'esperienza tanto formativa, e vi proponiamo di venire con noi la mattina del 21 marzo in piazza San Secondo per leggere e onorare le molte vittime innocenti di mafia nella data a loro dedicata, e di proseguire questo percorso il 22 marzo a Latina per prendere parte alla XIX Giornata della Memoria e dell'Impegno.
Con la speranza che questi eventi, passati e futuri, non siano che i primi passi di un lungo cammino insieme.

 

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