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Dialogo sui semi tra un Contadino e una Formica PDF Stampa E-mail
Lunedì 13 Aprile 2015 07:29


di A.M. (Anonimo Monferrino …), testo originale letto da Ileana Spalla e Alessandro Mortarino durante la "festa di Primavera con scambio di semi, piantini, bulbi e pasta madre" al mercatino AgroArte di piazza San Secondo ad Asti, sabato 11 aprile 2015.


C. Una settimana fa ho delicatamente toccato la terra del mio orto. L'inverno sembrava terminato, il freddo ha fatto ciò che doveva fare alle zolle che avevo vangato con accortezza in autunno e la terra sembrava pronta ad essere accarezzata e preparata per ospitare i semi che mi daranno il cibo per la mia famiglia. Ho fatto molta attenzione: a volte la terra non è pronta e solo l'esperienza e un po' di sensibilità riescono a farmi capire quando è il momento giusto ...

Era il momento giusto.
Con il rastrello ho rotto le zolle ancora intere, ho appianato tutto e con la zappa ho fatto un solco lungo, poi un altro e un altro ancora. Ecco: la terra aspettava il seme.
Ho riempito la mia mano sinistra di piccoli semi, ne ho passati un po' nella destra e con misurata lentezza li ho fatti cadere nei solchi, a distanze impercettibilmente uguali.
Poi ho coperto i solchi e chiesto alla Natura di non deludermi.
Il sole, già alto, mi ha sorriso.
La Natura non mi deluderà.

F. L'inverno è finito e sono finite anche le riserve alimentari nella nostra tana, fa ancora un po' freddo per i nostri piccoli corpi ma non possiamo più aspettare. Usciamo dalla tana per cercare cibo.
La terra è umida, il contatto provoca brividi.
Ma non possiamo aspettare.
E io sono la formica più adulta ... sì, lo so: sono la più vecchia.
Tocca a me dare il buon esempio, uscire per prima. Avanti miei prodi ! Ma che freddo ... quanta umidità ...
Avanti, avanti.
C'è qualcosa di verde, tra la terra grigia o marrone, quella è la direzione.
Avanti, avanti.
Sembrano cicorie, amare. Rucola, forte. Spinaci, già meglio. Qualcosa da sbocconcellare c'è, ma guardiamoci attorno.
Un profumo di cibo fresco, lo sento.
Non lo vedo, ma lo sento.
Avanti, avanti.
Ecco, qualcosa di buono e nascosto.
Scavo, scaviamo. La terra non è così dura come sembrava. Sotto c'è qualcosa di fresco, di buono.
Un seme. Sì, un seme.
E un altro.
E ancora un seme.
Un giacimento di semi. Pronti per noi.


C. E' una settimana che i miei semi sono in terra ed è ancora troppo presto per vedere spuntare qualcosa.
Però c'è qualcosa di strano, la terra non è più come l'ho lasciata e sottili piste sembrano solcarla.
C'è qualcuno che mi sta rubando i semi !

F. Avanti, avanti. Questi semi sono enormi per noi e la fatica è tanta. Ma se riusciamo a portarne un po' nella nostra casa, la fine di questo inverno sarà una festa per tutti.

C. Accidenti, formiche. Dannate formiche, sono già al lavoro.

F. Avanti, avanti. Un ultimo sforzo e il nostro ricco bottino sarà in casa, pronto per le nostre mogli e i nostri figli.

C. Dannate, dannate. I semi che avevo custodito l'anno scorso con tanto amore, conservati al tepore, interrati con una preghiera ... ed ecco che qualche dannata formica se li porta via.

F. Avanti, avanti. Ci siamo, spingiamo ancora un po'.

C. Tornate indietro, ridatemi i miei semi.

F. Avanti, avanti. Ci siamo, ci siamo.

C. Senza semi non c'è futuro per noi contadini.

F. Senza semi non c'è futuro per noi formiche.

C. Quanti semi avete già rubato ?

F. Avanti, avanti.


C. Quanti ne volete ancora rubare ?

F. Avanti, avanti.


C. La pagherete cara !

F. Avanti, avanti.

C. Molto cara !

F. Avanti, avanti.

C. Mio nonno mi ha insegnato che le formiche devono stare lontane dall'orto. Proverò a mettere un po' di zucchero vicino al formicaio, un sottile strato di zucchero come una strada in direzione opposta all'orto. Dovrebbe bastare.

F. Ragazzi, quell'uomo ci sta preparando anche il dolce. Mangiate in fretta: quest'anno non avremo problemi con il cibo, ditelo anche alle cicale che i semi sono tutto e che, in fondo, anche gli uomini hanno un cuore formicoso ...




La vita. Il mondo.
Tu lo osservi con i tuoi occhi, ma altri lo osservano con i loro occhi e quello che a te pare una certezza ad altri può apparire una sciocchezza.
Impara ad osservare con gli occhi di un altro, inforca ogni giorno lenti nuove. E scoprirai che la vita, il mondo è di tutti e che per tutti c'è spazio.
Anche per una formica.
Anche per un contadino.
Ma senza la terra, senza un seme, la vita non c'è. E il mondo scompare.
Il tuo mondo.
Il mondo degli altri.
Il mondo tuo e di tutti gli altri.
 

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