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Nel Paese dell’incontrario succede di tutto PDF Stampa E-mail
Giovedì 12 Gennaio 2017 13:41

di Ilario Ammendolia, ex-sindaco di Caulonia (RC)

La somma che avete speso per la befana per vostra moglie o per i vostri bambini è poca cosa dinanzi alla cifra che corrisponderete, vostro malgrado, agli Istituti di credito a rischio di crack. L’unione consumatori stima che ogni italiano pagherà una somma pro capite che va da 250 a 300 euro per salvare alcune banche. Questa non è “post” ma pura verità ...

Un dubbio mi rode il cervello: dove vanno i miliardi divorati dagli istituti di credito? Le mie conoscenze in merito sono più che modeste. So bene però , avendo l’accredito della pensione in una banca, che questa non solo non mi corrisponde un solo centesimo di interesse ma pretende che io paghi per la mera gestione del conto corrente.

Nessun processo sommario, garanzie massime per tutti anche per i banchieri. Tuttavia mi viene spontanea una domanda: chi ha gestito i miliardi mancanti di Monte dei Paschi, di Antonveneta, della Popolare di Vicenza, della banca di Arezzo? Come si spiegano le immense “sofferenze” bancarie degli “istituti sani” dal momento che per avere mille euro di credito, un barbiere, un geometra, un ragioniere , una sartina deve garantire con beni immobili per almeno il doppio della cifra richiesta?
Eppure nonostante la voragine immensa, non mi pare ci siano né grandi processi, né imputati. In carcere non si incontrano banchieri né la gente che delocalizza le industrie sottraendo il lavoro agli operai. Io sono garantista con tutti ma riflettendo sulle cose che abbiamo appena detto mi sembra lecito concludere che il trucco c’è e si vede.

Nei giorni scorsi, il governo ha reso disponibili in un batter di ciglia venti miliardi per il salvataggio del Monte del Paschi. Venti miliardi è una cifra ragguardevole. Mi sfuggono i meccanismi e l’importanza di una tale decisione ma un dubbio mi resta: le banche sono più importanti del diritto costituzionale alla salute, al lavoro alla pari dignità, alla ricerca, al riscatto sociale? I ricchi azionisti o obbligazionisti del Monte dei Paschi hanno il diritto di contare molto più rispetto ai bisogni di tutto il popolo calabrese messo insieme?
Perché se dici “tuteliamo la salute della gente della Locride” nessuno ti ascolta ed invece per una banca mille orecchie si aprono e mille mani si mettono in movimento? Non sono un economista, e non saprei dire i rischi per il nostro Paese in caso di fallimento di una istituto bancario ma diffido di un sistema incurante del tracollo dello Stato sociale e ipersensibile ai bisogni dei grandi gruppi finanziari.

Ho una certezza: i calabresi “medio- poveri” pagheranno per le banche ricche e noi assisteremo impotenti a quanto accade sotto i nostri occhi. E ciò non mi va bene!
Certo, abbiamo un alibi: chi comanda ne sa una più del diavolo! Tende a farci sentire ignoranti e ci stordisce con parole difficili (possibilmente in lingua inglese).
Ieri usavano le parole “globalizzazione” , “delocalizzazione”, “mercato”, “borse”. Tradotto in pratica significa soldi che viaggiano alla velocità della luce e si spostano da Hong Kong a Londra, da Francoforte, a New York. “Società” , come FIAT, che immemori degli aiuti statali ricevuti e della sorte degli operai sono andate veloci come le lepri in caccia di profitti.
Oggi il vento sta cambiando e si delinea un nuovo nazionalismo.  Il Piave mormora di nuovo: non passa lo straniero!

In tanta apparente confusione, c’è una sola certezza: tutto è organizzato affinché un pugno di “grandi famiglie” possegga quasi la metà delle ricchezze della Terra che gestiscono, incuranti delle guerre, dell’esodo biblico di interi popoli, del terrorismo, dei disastri climatici.
E per quanto ci riguarda, insensibili al degrado ed al costante regresso della Calabria.

Sono costoro che possiedono i giornali e le Tv, che organizzano la “rete” per imporre la loro egemonia. Quando questi strumenti sono inefficaci scatenano le guerre. E’ difficile da cogliere… ma esiste un rapporto tre i corpi di bambini straziati sulle coste del Mediterraneo e la concentrazione della ricchezza in pochi mani.
Io sono- senza se e senza ma - per la scelta “non violenta” sempre e comunque. La violenza, iniziando da quella verbale, e da chiunque utilizzata, non mi sembra che abbia mai realizzato nulla di buono e sicuramente non è mai la risoluzione del problema.

Concludo. Ognuno di voi ha appena fatto la “befana “per un valore di circa trecento euro al Monte del Paschi. Un nucleo familiare di tre persone verserà mille euro.
Pagheremo sulla pasta, sul carburante, sui farmaci e le somme andranno alle banche. Non è stata una nostra scelta ma qualcosa che abbiamo subito senza poter obbiettare nulla.
Si dice spesso che abbiamo la migliore “polizia” del mondo e potrebbe essere vero. Si aggiunge che abbiamo Procure a cui non sfugge assolutamente nulla.. ed anche questo potrebbe esser reale! Leggiamo ogni giorno che si divincola su tutto il nostro territorio le operazioni di “focus ndrangheta”. E mi sembra giusto ! Ma ricordate: gli ultimi venti miliardi destinati alle “banche in difficoltà” non sono stati sottratti alla comunità dai banditi ma con un elegante decreto del governo.
E’ giusto debellare il “crimine” a qualunque livello. In basso come in alto.
E’ giusto che venga punito chi ruba la corrente elettrica ma non può restare impunito chi sottrae alla comunità decine di miliardi.
Non c’è da fare alcuna rivoluzione, magari, come avvertiva un grande intellettuale tenuto in carcere nel secolo scorso, sarebbe il caso di istruirci, informarci, organizzarci e lottare democraticamente per costruire una società migliore.
 

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