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Un negozio dove non si acquista ma si prende in prestito la merce PDF Stampa E-mail
Domenica 19 Giugno 2016 09:37

Anche in Italia è stato aperto il primo punto di "Leila", un luogo, uno spazio d’incontro, uno spazio vivo, dove ci si scambiano oggetti, esperienze e occasioni di socialità e in cui il denaro non è più al centro delle relazioni economiche e sociali. Un luogo dove si possono prendere in prestito oggetti, in modo da non doverli acquistare. Sufficiente essere socio (la tessera annuale costa tra 25 e 50 euro), avere qualche oggetto d'uso saltuario da mettere a disposizione degli altri soci e recarvi in questo particolare negozio per poter ritirare in prestito un trapano, un televisore, una stampante o qualunque dei mille oggetti - perfettamente funzionanti - che vi occorrono e che verranno annotati nella vostra scheda assolutamente simile a quella della vostra biblioteca comunale ...

Leila lo trovate in Italia, per ora, solo a Bologna ma siamo sicuri che a breve molte altre città seguiranno a ruota. Il progetto (che riprende un’idea già sviluppata a Berlino nel 2011 con il nome di Leila-Berlin ed in Austria, con il nome di Leila-Wien) ha un obiettivo molto chiaro: vuole rimettere la persona al centro, ridare il giusto valore agli oggetti e restituire umanità all’idea di commercio, in un mondo oggi guidato dalle logiche del possesso, del consumismo e dell’individualismo.
Con Leila quel che è mio diventa anche tuo, e ci si fida l’uno dell’altro.

Leila Bologna intende creare una piccola rivoluzione culturale che investa le abitudini quotidiane dei cittadini, l’idea di consumo, di acquisto e di possesso. I soci tesserati, dopo aver prestato un oggetto che verrà messo a disposizione di tutti, potranno accedere liberamente recandosi di persona presso Leila Bologna.
Il pensiero alla base del progetto è la condivisione e i vantaggi per i cittadini sono molteplici, in quanto Leila moltiplica le possibilità:

- di tipo economico, in quanto non sarete più obbligati a comprare un oggetto di cui l’utilizzo è sporadico e saltuario. Pensiamo allo studente fuori sede che vorrebbe montare una mensola e per questo si trova costretto ad acquistare un trapano.

- di testare un oggetto prima dell’acquisto. Pensate ad un musicista alle prime armi che prima di acquistare un amplificatore vorrebbe provarne uno per verificare che sia proporzionato all’ambiente in cui dovrà utilizzarlo.

- di tipo ambientale ed ecologico. Tutti abbiamo l’opportunità di contribuire, attraverso la condivisione di merci già esistenti, a ridurre l'inquinamento e migliorare l'efficienza. Questa peculiarità del progetto potrebbe rappresentare un ponte tra Leila e le scuole. Luoghi di cultura in cui fare laboratori sul tema del riutilizzo, del risparmio e dell’impronta ecologica.

- di tipo culturale. I cittadini potranno confrontarsi sul significato del possedere e sulla ripercussione che questo ha sulle relazioni vicine e lontane. Attraverso rapporti fondati sulla fiducia verso gli altri, è possibile concretizzare lo slogan “pensare globale per agire locale”. Condivisione significa esperienza capace di generare sentimento per il bene comune.

Leila Bologna vuole essere uno strumento capace di connettere singoli abitanti, nella convinzione che la diffidenza, la sfiducia, la disillusione di un mondo migliore, siano i costi della non partecipazione al bene comune. La cultura della condivisione può essere uno strumento capace di ri-attribuire centralità agli abitanti, spronandoli a collaborare per risolvere alcuni dei problemi che affliggono la quotidianità. Problemi dettati da una crisi che non è meramente economica. Speriamo che il progetto si alimenti attraverso il coinvolgimento dei cittadini che vogliono riappropriarsi del significato profondo di democrazia partecipativa.

Maggiori informazioni e regolamento su: http://www.leila-bologna.it/
 

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