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L'annata agricola 2014 vista da chi lavora la terra PDF Stampa E-mail
Sabato 21 Febbraio 2015 21:43


Notizie dalla Comune di Urupia, fornitrice di olio extra vergine biologico del Gruppo di Acquisto Solidale di Asti "Il Gasti".


Innanzitutto, il solito “appunto stilistico”, soprattutto per chi non conosce la nostra comune e le sue consuetudini: per comodità anche in questa lettera useremo solo il femminile, non solo -come è nostra abitudine- quando faremo riferimento alle comunarde di Urupia, ma anche quando ci rivolgeremo in generale a persone di genere differente. Il motivo è sempre lo stesso: la lingua italiana non ci consente l’utilizzo di espressioni ‘neutre’ e ci obbliga a declinare i plurali al maschile e ad utilizzare termini sessualmente condizionati (e condizionanti): così noi parliamo ‘al femminile’, evitando di declinare ogni parola, e sottolineando –come recitano i nostri Punti Consensuali, scritti ormai vent'anni fa- “l’ingiustizia di una lingua (e di un mondo) che ‘parla’ quasi sempre e quasi ovunque al maschile” ...

Per cominciare, sappiamo che molte di voi sono informate sulla particolarità di questa ultima campagna olearia, caratterizzata soprattutto da una insolita scarsità generale di olive (e quindi di olio di oliva) su tutto il territorio italiano. Nelle regioni del nord e del centro praticamente non si sono raccolte olive, sia perché non ce n'erano (per la scarsa allegagione o per una cascola precoce), sia perché erano 'ammalate' in maniera grave (rispetto alla possibilità di ricavarne dell'olio di qualità). Questa situazione è stata determinata ancora una volta da eventi climatici sfavorevoli ormai sempre più frequenti su tutta la penisola: piogge intense e ricorrenti, periodi sempre più lunghi di umidità permanente, inverni sciroccosi e miti, ecc.

Il mercato si è immediatamente adeguato a questa situazione, con un rialzo speculativo dei prezzi, sia dell'olio finito (quello in corso di produzione, ma anche quello prodotto durante la scorsa annata e stivato nei silos) che della materia prima: le cifre offerte per l'acquisto di olive hanno raggiunto dei livelli incredibili (anche 100 euro e più per cento chili di olive, pur senza conoscerne la resa, né l'acidità finale dell'olio).
Dal canto nostro, dal 13 di ottobre alla fine di novembre abbiamo raccolto praticamente tutti i giorni, con ritmi sostenuti, per cercare di portare a casa la massima quantità possibile di olio buono, con l'obiettivo di soddisfare sia le necessità della nostra cucina e del nostro forno, ma anche le richieste delle nostre"'abbonate" (come le ha definite qualcuno), cioè dei gruppi e delle persone che da anni consumano l'olio della comune.
Siamo così riuscite a produrre oltre 4000 litri di olio, quasi tutto extravergine, col quale dovremmo riuscire a soddisfare le esigenze di cui sopra. Questo significa però che non abbiamo olio disponibile per altre persone che non siano già nostre consuete consumatrici.

Qualche mese fa, prima e indipendentemente da questa particolare situazione oleicola, abbiamo discusso della possibilità di aumentare i prezzi dei nostri prodotti, anche per cominciare a porre riparo al "buco" che si aprirà nel nostro bilancio nell'estate del 2015, quando si farà sentire la scarsa produzione di vino di quest'ultima vendemmia (il 70% di uve in meno, distrutte dalle piogge e dalla crittogame).
Questa opportunità è rimasta sospesa per mesi, e per mesi abbiamo sperato di poter anche solo in parte risolvere questa difficile situazione economica con una grande campagna di raccolta olive, che compensasse il futuro 'buco' con delle entrate alternative a quelle del vino. Così non è stato, e ci troviamo a fare i conti con un'altra annata olearia insoddisfacente.
Oltretutto, mentre in Italia scarseggia anche l'olio di oliva, la crisi economica continua ad incasinare la vita di molte e a rendere per tante ancora più difficoltoso l'accesso a un certo tipo di produzioni. La medesima crisi, con le difficoltà sempre crescenti che in questi anni ha prodotto nel settore dell'agricoltura, continua a generare anche dentro la nostra comune e il nostro quotidiano una situazione economica sempre più difficile da sostenere.

Alla fine, abbiamo deciso di non aumentare per quest'anno il prezzo dell'olio, anche per dimostrare ancora una volta -se ce ne fosse bisogno- che la Comune Urupia non è una Azienda e che altre sono le logiche che ne consentono lo sviluppo e l'esistenza. Al tempo stesso, però, siamo costrette ad annunciarvi un aumento del prezzo delle bottiglie del vino (un bene a nostro avviso un po' più 'voluttuario'), le quali costeranno, dal primo gennaio prossimo, cinquanta centesimi in più.
Per i costi dell'olio ci risentiremo tra un anno, sperando che le cose, a Urupia e sul pianeta, vadano un po' meglio di come sono andate finora.

Rispetto alle tipologie degli oli e alle qualità, anche quest'anno saranno disponibili diverse quantità delle tre più consuete (il ‘fruttato leggero’, il ‘medio', l'‘intenso’), con una forte presenza delle nostre varietà più tipiche -l'ogliarola, la cellina di Nardò, la nociara, la cima di Melfi, la coratina-. Non ci saranno monovarietali (l'annata non lo consente), ma gli oli saranno comunque tutti extravergini (di acidità inferiore a 0,8 gradi).
E' una annata veramente particolare e difficile, e dovremo tutte in qualche modo accontentarci.
Come abbiamo detto, i prezzi degli oli rimangono immutati rispetto allo scorso anno, e sono quindi di 10 euro al litro (in lattine soprattutto da 5 litri) e di 8 euro per la bottiglia da 0,75; questi prezzi si intendono comprensivi di IVA e trasporto.

Per concludere, abbiamo pensato di completare questa lettera con una presentazione dei nostri due 'ultimi' progetti: la campagna “Amo la Vite” e la scuola libertaria di Urupia. Al di là delle differenze (il primo è un progetto prevalentemente agricolo, il secondo, una avventura sociale e culturale), ciò che li accomuna è anche il fatto che sono nati e si stanno sviluppando grazie al sostegno e al contributo (in senso lato economico) di decine di compagne e compagni che condividono con noi obiettivi e idealità.
Se vi uniste a loro, garantendoci un sostegno in queste imprese, sareste di grande aiuto per il progetto Urupia.

Un abbraccio e un saluto, le comunarde di Urupia.

I due progetti sono visibili sul sito del Gasti: http://www.ilgasti.it/index.php?option=com_content&view=article&id=217:una-scuola-in-comune-e-amo-la-vite&catid=41:territorio&Itemid=94

 

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