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Crolla la produzione di olio extravergine PDF Stampa E-mail
Sabato 14 Febbraio 2015 21:35


Le mutate condizioni climatiche e i conseguenti, massicci, attacchi della mosca olearia - uno dei più disastrosi nemici dell'olivo - hanno determinato in tutta Italia un drastico crollo della produzione di olio extra-vergine d'oliva. Il Gruppo di Acquisto Solidale di Asti da molti anni ha indirizzato le proprie scelte collettive su tre differenti produttori, che hanno segnalato le loro gravi difficoltà e raccontato quanto è avvenuto in questa disgraziata annata agricola. Vi sintetizziamo questa settimana le difficoltà patite da un'azienda calabrese del circuito di "Libera Terra". La prossima settimana racconteremo l'esperienza della Comune pugliese di Urupia ...

Anche la cooperativa sociale "Valle del Marro – Libera Terra" ha dovuto fare i drammatici conti con quella che si può considerare “la peggiore annata olivicola di sempre”, registrando un calo inaudito della produzione.
Gli esigui quantitativi prodotti quest'anno non hanno consentito alla cooperativa sociale di poter commercializzare l'olio extra-vergine d'oliva nei tradizionali formati ed è rimasta invece immutata la sola disponibilità degli altri prodotti che costituiscono la linea dei sott'oli (melanzane a filetti, pesto di peperoncini piccanti, pesti di olive nere e verdi), e che la clientela potrà tranquillamente ordinare anche nel 2015.

Valle del Marro non fa mistero della sua altissima preoccupazione per la mancanza di ”olio nuovo” da confezionare, dopo il rapido esaurimento delle ultime giacenze. Malgrado l'inquietudine per il futuro, la cooperativa ha rinunciato all'ipotesi di ricorrere all'approvvigionamento all'esterno di olio extra-vergine d'oliva per sopperire all'attuale mancanza del proprio prodotto di punta. E' una decisione molto sofferta, ma dettata da un principio di trasparenza e corretta informazione nei confronti della sua clientela e dei consumatori.
L'auspicio è che tutti, in questa particolare congiuntura, premino le sue scelte responsabili e trasparenti e continuino a sostenere questa realtà con le modalità che riterranno opportune.

A rendere ancora più grave la situazione è la particolare condizione in cui Valle del Marro, e molte altre altre realtà consimili, si trovano nella gestione dei titoli delle politiche dell'Unione Europea, che affliggono l'uso sociale dei beni confiscati alle mafie e impediscono alle cooperative che ne hanno preso in gestione le terre "liberate" di accedere ai contributi comunitari.
La cooperativa sociale ha inviato questa richiesta al Ministro Martina, ma al momento non ha ancora ricevuto risposta:

Egregio Ministro delle Politiche Agricole e Forestali, dott. Maurizio Martina,
la politica agricola comunitaria, negli anni, non ha tenuto debitamente conto delle problematiche relative all'attribuzione dei titoli comunitari sui terreni agricoli confiscati alle mafie.
Nel caso dei terreni confiscati nella Piana di Gioia Tauro, concessi in comodato d'uso gratuito alla Valle del Marro – Libera Terra e coltivati dalla cooperativa sociale a partire dal 2005, è mancata la normale assegnazione dei titoli a causa di diverse circostanze, tra le quali:

a) la mancata presentazione della domanda di aiuto comunitario negli anni del sequestro/confisca, in quanto i terreni versavano in uno stato di abbandono, conseguenza della mancata gestione durante l'iter procedurale precedente l'assegnazione del terreno a fini sociali;

b) nelle fasi di sequestro e di confisca, le misure di prevenzione hanno interessato il terreno ma non i titoli correlati, che di fatto rimanevano nella disponibilità dei prevenuti;

c) in altri casi, i titoli all'aiuto sono stati percepiti non da soggetti legittimati (Agenzia del Demanio, Comune) ma da altri soggetti che li hanno successivamente trasferiti su altri terreni.

Nei suoi dieci anni di attività, la cooperativa sociale Valle del Marro – Libera Terra è stata penalizzata dalla mancata assegnazione dei titoli, pur facendosi carico totalmente del recupero a fini produttivi e sociali di tutti terreni confiscati abbandonati. E' venuto meno, quindi, un fondamentale sostegno al reddito della cooperativa che ha sempre orientato le proprie scelte agronomiche verso la qualità, in linea con i principi e i criteri della PAC.

Sono pertanto necessarie specifiche, quanto urgenti, misure che mirino a:

a) riattivare i titoli originari che sono andati perduti sui terreni confiscati per le problematiche sopra esposte, in modo che la Valle del Marro – Libera Terra possa beneficiare dell’assegnazione dei titoli, per gli anni futuri e con effetto retroattivo, per quelli in cui ha investito nel recupero e nella messa in produzione  dei  terreni, da tempo  in stato di degrado, tramite  onerose operazioni di bonifiche e costose realizzazioni di nuovi impianti produttivi.

b) stabilire il principio che con il sequestro del terreno, siano sequestrati anche i titoli comunitari correlati, impedendone così la perdita e ogni eventuale trasferimento che possa far decadere il diritto fondamentale alla percezione degli aiuti da parte di chi realmente e legittimamente coltiva il terreno.

Per la gravità e la complessità delle problematiche qui esposte in modo sintetico, si richiede un incontro con la S.V. ed eventualmente i tecnici del settore (AGEA) per meglio dettagliare le questioni citate e studiare rapide ed efficaci risoluzioni.
Gli interventi risolutivi sono improrogabili e necessari per sgravare la Valle del Marro – Libera Terra delle problematiche su esposte e  assicurare la prosecuzione dell'attività agricola della cooperativa, già stremata da dieci anni di attacchi da ambienti mafiosi (minacce, attentati, danneggiamenti e sabotaggi di mezzi e impianti agricoli e produttivi, furti) ai quali la cooperativa ha risposto non piegandosi mai, ma denunciando e ottenendo condanne in sede di processi, e rilanciando ogni volta l'impegno alla costruzione di un reale e duraturo cambiamento.
 

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