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Una VIA davvero cieca ... PDF Stampa E-mail
Sabato 06 Maggio 2017 20:10


A cura del Forum nazionale Salviamo il Paesaggio.

Lo schema di decreto legislativo concernente la Valutazione dell’Impatto Ambientale di progetti sia pubblici e sia privati, approvato dal Consiglio dei Ministri nel marzo scorso, ha iniziato il suo iter parlamentare tra mille critiche da parte di tutte le organizzazioni ambientaliste. Il Forum nazionale Salviamo il Paesaggio così commenta gli aspetti di maggiore criticità ...

Sono tre i motivi di gravità inaudita della nuova normativa V.I.A. introdotta dal governo.
Il primo è di metodo. Vengono infatti calpestati l’istituto della trasparenza e dell’obbligo informativo. Non c’è più l’obbligo alla pubblicazione su un quotidiano dell’avvio della procedura e tutte le associazione ambientaliste e i comitati dei cittadini saranno di fatto escluse dal procedimento.
E’ una norma illegittima che deve essere cancellata.

Il secondo aspetto è  istituzionale. Il decreto prevede che sia lo stesso proponente dell’opera a poter rispondere alle osservazioni delle associazioni dei cittadini. Il governo scrive dunque una norma che prevede l’esautoramento del Ministero competente a favore del privato proponente. Una simile mostruosità non era mai stata pensata fino ad oggi, anche se non sono mancati – come noto - vere e proprie mostruosità giuridiche come quella Legge obiettivo definita dall’Anac come “criminogena”.

Il terzo è infine di merito. Viene sottoposto a V.I.A. il progetto di fattibilità: un solo esempio chiarisce l’assoluta follia (dolosa) della proposta. Se in ipotesi si prevedeva un tracciato in tunnel e si scopre con i successivi approfondimenti tecnici che la cosa non è fattibile, si è costretti (è avvenuto e avviene normalmente) a prevedere un tracciato in superficie, magari corredato di viadotti.
Il parere V.I.A. era stato espresso nel primo caso sulla salvaguardia degli acquiferi e sulla stabilità geologica. Questo stesso parere avrebbe validità anche per il secondo progetto completamente differente che, invece, dovrebbe prevalentemente riguardare i problemi di rumore e impatto visivo. Come è possibile pensare che un parere su un progetto di fattibilità sia valido sempre e comunque, qualsivoglia sia il progetto definitivo e esecutivo, è questione che attiene alla pura logica devastatrice di chi ha materialmente scritto quella norma, ma non alla costruzione di un paese civile che rispetta e tutela, come prevede il dettato costituzionale, il paesaggio.

 

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