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L'acqua, elemento di vita o di morte ... PDF Stampa E-mail
Domenica 25 Maggio 2014 21:57


di Gabriella Sanlorenzo.


La rassegna Verdeterra, dedicata quest'anno all'acqua, ha regalato un'altra bella occasione per riflettere alla nostra città, invitando Giuseppe Catozzella a parlare del suo ultimo libro: “Non dirmi che hai paura”. L'acqua, nella vita della giovane protagonista Samia Yusuf Omar, ha avuto un ruolo significativo: la città in cui vive dalla nascita, Mogadiscio è sull'acqua, e lei quell'immenso Oceano, pur amandolo molto, l'ha praticamente potuto vedere solo da lontano. La spiaggia infatti è un luogo molto pericoloso in cui avventurarsi tra le pallottole delle milizie. E poi, in quell'elemento tanto amato, Samia perderà la vita ...

La storia della giovanissima atleta che partecipò alle Olimpiadi di Pechino nel 2008 a 17 anni è bella e tragica allo stesso tempo, così ha raccontato l'autore, che ha voluto narrare di Samia in prima persona.
Infatti l'atleta somala, dopo aver corso quelle Olimpiadi, ed essere arrivata ultima nella sua batteria, diventa, suo malgrado, un simbolo per le donne musulmane, che le scrivono da ogni parte del mondo arabo, vedendo in lei un'eroina, una possibilità di riscatto per tutte le loro vite, così nascoste e dimenticate dal mondo. Ma proprio per questo Samia suscita anche l'odio degli integralisti, dato che ha osato correre a volto scoperto.

E quindi, come prima delle Olimpiadi, forse più di prima, la ragazza è costretta ad allenarsi di nascosto, di notte. La situazione politica diventa ancora più pesante a Mogadiscio, gli integralisti prendono il sopravvento, e lei si trova a dover correre con il burqa. Ma Samia è un'atleta, e ha appreso dal padre molti insegnamenti, prima di tutto quello di credere in se stessa. E così, convinta di partecipare alle Olimpiadi di Londra del 2012, intraprende il Viaggio, quello che a migliaia percorrono i Somali per giungere in un mondo un po' migliore del loro.

Il drammatico epilogo è per Samia uguale a quello di tanti esseri umani, che, dopo aver conquistato in seguito a mille fatiche, violenze e privazioni l'ambita meta di Tripoli, da lì salpano nelle tristemente famose “carrette del mare”, non riuscendo però a vedere realizzarsi il loro sogno.

Si tratta di una storia da leggere perchè narra la breve vita di un'atleta, una donna coraggiosa e di una migrante che questo mondo crudele e frettoloso non deve dimenticare.
“Vai piccola guerriera. Vai e al traguardo sorridi!”

Per approfondimenti, eccovi due video:

http://www.youtube.com/watch?v=GXg_t9dDW_8

http://www.youtube.com/watch?v=IT_Ed9_2G6Y
 

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