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Confrontiamo i candidati a Sindaco sui temi ambientali PDF Stampa E-mail
Mercoledì 17 Maggio 2017 20:40


Giovedì 11 Maggio nella Chiesa del Gesù nel complesso del Museo Paleontologico Territoriale dell'Astigiano (Michelerio) si è tenuto un confronto fra i candidati Sindaci di Asti sui temi ambientali, organizzato da Circolo Legambiente Gaia di Asti, Circolo Legambiente Valtriversa, Cittadinanzattiva – Tribunale per i Diritti del Malato, FIAB, LIPU di Asti, Movimento Stop al Consumo di Territorio e Osservatorio del Paesaggio. Ecco i punti salienti delle "visioni" di ciascun candidato ...

Per facilitare il confronto è stato predisposto un elenco di dieci domande, di cui sette a risposta "chiusa"  e tre a risposta "aperta", che ciascun candidato ha compilato e restituito prima dell'incontro; questi i temi delle domande (1-2-4 aperte, le altre chiuse):

1.     PIANO URBANO DEL TRAFFICO
2.     MOBILITÀ SOSTENIBILE E CICLABILITA´
3.     PIANO DEL VERDE URBANO
4.     PIANO REGOLATORE di ASTI
5.     CONTENITORI VUOTI
6.     RIFIUTI
7.     CONSUMI ENERGETICI NEGLI EDIFICI PUBBLICI E PRIVATI
8.     USO DI DISERBANTI ED INSETTICIDI IN CITTÀ
9.     TELERISCALDAMENTO
10.    AGRIVILLAGE

Presenti Cerruti, Passarino, Quaglia e Rovera. Riccio ha delegato Mario Paracchino, mentre Motta e Rasero, causa impegni pregressi, non hanno partecipato e si sono limitati alle sole risposte scritte inviate agli organizzatori. In quella data non era ancora stata resa ufficiale la candidatura di Rita Balestrieri.

L'intera serata è stata videoregistrata ed è visibile qui: https://youtu.be/o_WQ-baoJAE

Ecco le 10 domande formulate e le relative risposte:


1. PIANO REGOLATORE di ASTI

(domanda formulata da Alessandro Mortarino, Forum Salviamo il Paesaggio/Movimento Stop al Consumo di Territorio)

Il Piano Regolatore di Asti, in vigore dal 2000, ipotizza una città con oltre 127 mila abitanti a fronte dei 76.387 odierni. L'importante censimento realizzato dal Comune a seguito delle istanze del Movimento Stop al Consumo di Territorio, registrava che le abitazioni sfitte "palesi" a inizio 2013 erano pari a 1.786 alloggi vuoti che garantirebbero un tetto ad altri 4 mila residenti circa; a questo totale andrebbe aggiunto anche il dato delle "seconde case": oltre 6 mila. Il tutto a fronte di dati demografici molto chiari: mentre la popolazione è stabile da decenni intorno ai 73.000-76.000 abitanti (nel 1971 i residenti in Asti erano 76.151, appena 200 in meno di oggi), a inizio 2013 erano censite 41.775 abitazioni di cui solo 33.360 occupate, eppure sono stati ancora realizzati molti nuovi palazzi e nuovi negozi consumando ulteriore suolo.
Lei intende avviare rapidamente un percorso che definisca un nuovo piano urbanistico generale piú realistico in relazione all’andamento tendenziale della popolazione, alla presenza di un così elevato stock edilizio inutilizzato, alle unità produttive vuote ed in definitiva alle reali esigenze della cittadinanza?


Massimo Cerruti - Movimento Cinque Stelle: SI
Ovviamente SI! Sul Piano regolatore la nostra posizione è chiara, dovremo prevedere un nuovo strumento ma al contempo dovremo finalmente portare a termine la digitalizzazione degli archivi degli uffici. Senza conoscere nemmeno cosa il comune ha in pancia si fa fatica a capire come si sia potuto lavorare nel passato. Portato a termine questo lavoro sicuramente un piano regolatore che dica in modo chiaro che ad Asti non si consumerà più un metro di nuovo terreno e che dovrà essere incentrato alla ricostruzione e riqualificazione del costruito specie nel centro è nel nostro disegno. “Stop quindi al consumo del territorio". Asti smetterà di espandersi con continue colate di cemento (vedi Agrivillage, nuovi insediamenti commerciali e nuovi immobili residenziali), puntando al recupero dei volumi già esistenti e delle aree compromesse. Favorire la concertazione tra Comune e privati nei casi di titoli abilitativi rilasciati e non realizzati, agevolando la riduzione delle volumetrie. La richiesta di abitazione dovrà essere assolta grazie ad accordi fra Comune e proprietari di appartamenti invenduti e grazie ad un fondo di garanzia da parte del Comune stesso con chi, a fronte di opportune tutele, fosse disposto a locare i propri immobili attualmente sfitti.

Angela Motta - PD: SI
In regione sono tra i sostenitori e promotori della nuova legge regionale contro il consumo di suolo. Coerentemente con questa linea, da sindaco avvierò subito la revisione del piano regolatore per renderlo a zero volumi e zero consumo di suolo, utilizzando e aggiornando il censimento degli immobili vuoti. Nel periodo transitorio il comune dovrà utilizzare tutta la discrezionalità e le leve in suo possesso per evitare comunque nuove compromissioni di aree non ancora edificate. Occorrerà avviare concrete politiche volte a incentivare l’uso degli immobili attualmente vuoti utilizzando la leva fiscale e un uso delle risorse pubbliche destinate a risolvere il problema casa, che sia indirizzato non alla costruzione di nuovi alloggi, ma a consentire l’accesso delle persone in difficoltà economiche al patrimonio edilizio esistente.

Giuseppe Passarino - Lista civica: SI
Proponiamo il Piano Regolatore dell'Esistente; attraverso il tavolo del Piano Strategico avviare con le rappresentanze dei quartieri e frazioni, i movimenti, le forze sindacali, sociali e gli ordini professionali uno studio che si basi sulla manutenzione,la riqualificazione ed il recupero per la valorizzazione dell’esistente, invece che sull’espansione delle aree urbane. La moratoria che blocchi la disponibilità edificatoria dell’attuale PRGC. Perseguire l’adozione di un nuovo PRGC unitamente alla VAS (Valutazione Ambientale Strategica) con la finalità di improntare le trasformazioni su principi di qualità urbana e territoriale, sull’equo rapporto tra interessi pubblici o collettivi e dei singoli cittadini, e sulla rideterminazione della capacità insediativa alla luce di corrette proiezioni dell’andamento demografico.

Angela Quaglia - Lista civica: SI
Asti, nella posizione geografica in cui si trova, può diventare la città della residenza e del buon vivere. Si trova a pochi Km da Torino, da Alessandria e da Genova e può essere la città in cui si decide di voler abitare per la qualità della vita (ancora a misura d’uomo), per la bellezza del paesaggio e per la ricchezza del patrimonio storico-culturale.
Ci sono però cantieri ancora incompleti, frutto del boom di licenze di un decennio fa, che vanno completati prima di procedere a nuove concessioni edilizie.
Un importante aiuto al settore dell’edilizia può arrivare dal recupero e dalla ristrutturazione (a fini di decoro urbano e di contenimento energetico) dei fabbricati di civile abitazione esistenti, sia in città che nelle frazioni.
Nelle frazioni, tuttavia, dovranno essere resi possibili modesti ampliamenti degli edifici esistenti per consentire il riavvicinamento delle famiglie (padri/figli) ed evitare il progressivo spopolamento delle zone rurali.

Maurizio Rasero - Forza Italia: SI
È nel mio programma rivedere il piano regolatore.

Biagio Riccio - Lista civica: SI
Una compagine amministrativa deve credere nello sviluppo ragionato del territorio che si appresta a governare, e deve tendere a sviluppare la possibilità di mettere i giovani in condizione di formare una famiglia per invertire la decrescita demografica che ci colpisce. Una costante, attenta e ragionata manutenzione del piano regolatore, per adattarlo alle esigenze mutevoli dei tempi che percorriamo è da noi ritenuta necessaria, unitamente alla consultazione diretta delle parti sociali riconosciute per meglio comprendere le esigenze del momento ed evitare errori. Non proporremo mai un piano urbanistico regressivo né tanto meno espansivo; ci concentreremo ad abbattere quello che non serve (perché è ora) e a fare sì che si riempiano gli alloggi ed i contenitori vuoti. Interverremo pesantemente sul piano regolatore in favore di chi vuole insediare aziende che diano occupazione utilizzando tutti gli strumenti necessari e disponibili per fermare la desertificazione imprenditoriale che ormai ha assunto le proporzioni del disastro.

Beppe Rovera - Lista civica: SI
Grazie anche al Censimento e ad altri eventuali elementi già in possesso dell'amministrazione comunale si dovrà rapidamente avviare il processo di revisione del PRG sulla base di concetti di un uso consapevole del suolo e di sviluppo sostenibile. No a ulteriori impermeabilizzazioni di suolo pubblico con la sola eccezione di situazioni di urgenza o necessità; opposizione a impermeabilizzazioni di suolo privato con strumenti urbanistici, ordinanze o altre vie percorribili in tempi brevi, sia in riferimento a suolo urbanizzato agricolo (salvo necessità documentata). Stop a progetti pubblici non condivisi dalla popolazione, anche se formalmente già approvati, ma non ancora resi operativi.



2. CONTENITORI VUOTI
(domanda formulata da Tiziana Valente, Cittadinanzattiva – Tribunale per i Diritti del Malato)

Nel centro di Asti esistono da anni numerosi grandi contenitori abbandonati, sia di proprietà pubblica che privata (ad esempio il vecchio Ospedale): ritiene doveroso che l’Amministrazione incentivi e guidi, al di là di quanto già previsto dal PRG vigente, gli interventi di trasformazione urbanistica e/o di recupero funzionale dei medesimi nell'ambito di un progetto complessivo di valorizzazione culturale, sociale, turistica della città?

Massimo Cerruti - Movimento Cinque Stelle: SI
Dovremo essere bravi a prevedere la rivalutazione di alcuni contenitori (pubblici ma anche privati), prevedendone anche, se necessario, una parziale decostruzione e riconversione a verde urbano. Ad esempio questo pensiamo sul vecchio ospedale per cui la nostra idea è di conservare e riqualificare solo le parti storiche demolendo il resto.
Certo le pressioni saranno molto forti e probabilmente ci sono interessi contrari che puntano a tenere i contenitori vuoti in vista di possibili future speculazioni. Qualsiasi intervento però dovrà avere come obiettivo la riduzione del consumo di suolo e prediligere piccoli interventi diffusi rispetto a grandi interventi che spesso si rivelano una fregatura per i cittadini. I nuovi gradevoli spazi venutisi a creare dovranno essere messi a disposizione dei cittadini, di associazioni ed enti per fini culturali, sociali e turistici a beneficio di tutta la città.

Angela Motta - PD: SI
Occorre che specifiche risorse comunali o reperite tramite fondi strutturali vengano impiegate per perseguire queste finalità.

Giuseppe Passarino - Lista civica: SI

Piano strategico sulla citta’ tenendo conto di questa opportunita’. Meglio sarebbe informare anche i possibili investitori interessati
all’acquisto...

Angela Quaglia - Lista civica: SI


Maurizio Rasero - Forza Italia: SI

Biagio Riccio - Lista civica: SI
Abbiamo già fatto molto. Compreso presentare un progetto.

Beppe Rovera - Lista civica: SI
Dovranno essere avviate verifiche per la ricerca di una maggiore interazione tra interventi pubblici e privati, anche per la ricerca di possibili finanziamenti per il recupero funzionale o la trasformazione. Una visione complessiva determina che non si creino porzioni di città di serie A e di serie B e che sia garantito un legame fra le varie funzioni previste. Ad esempio sull'area dell'ex ospedale si potrebbero ipotizzare soluzioni di riuso dell'edificio storico legato ad un potenziamento degli spazi universitari, culturali anche con un recupero totale degli spazi dell'ex caserma. Per la parte nuova si possono aprire due scenari diversi: la demolizione dell'edifico con la realizzazione di uno spazio aperto o una trasformazione del medesimo per destinazioni d'uso di carattere culturale, turistico-ricettivo, sociale, residenziale che costituisca un elemento di legame con il restante contesto. Ma serve una visione complessiva di città, per evitare disarmonie a scapito di una rinascita che dal centro alle periferie riporti bellezza e opportunità di ripresa economica e occupazionale, specie giovanile.



3. AGRIVILLAGE

(domanda formulata da Alessandro Mortarino, Forum Salviamo il Paesaggio/Movimento Stop al Consumo di Territorio)

Sul progetto Agrivillage (grande centro commerciale alle porte di Asti sulla direttrice per Chivasso) si hanno dati completi anche se non sempre “sicuri” (30.000-40.000 m2 di superficie, 150.000 m2 totali, 1.000.000 di visitatori/anno, 400 “botteghe”, nuovo casello autostradale e nuova stazione ferroviaria, etc). Molti ritengono che un insediamento di queste dimensioni darebbe il colpo di grazia ai piccoli negozi della zona Ovest di Asti, altri ne vedono gli aspetti positivi.
Lei ritiene che:
SI: Il progetto debba essere autorizzato
NO: Il progetto non debba essere autorizzato


Massimo Cerruti - Movimento Cinque Stelle: NO
Il progetto Agrivillage non è compatibile con una prospettiva di sviluppo ambientale locale, è sostanzialmente inadeguato e sbagliato dal punto di vista del commercio e della distribuzione cittadina e rappresenta un rischio di consumo di suolo assolutamente non tollerabile per la nostra città. Un grande agglomerato decentrato del genere, posto che si riesca ad ultimare e non si trasformi invece nell’ennesimo flop, nell’ennesima cementificazione selvaggia residenziale abbandonata, produrrebbe la definitiva desertificazione ed abbandono della nostra città. Se esistono degli investitori realmente intenzionati ad investire qui da noi risorse così ingenti, sapremo colloquiare con loro in maniera adeguata e creeremo loro le condizioni per farlo all’interno della città, recuperando le zone più degradate.

Angela Motta - PD: Nessuna opzione
Il progetto credo debba ancora essere approfondito, per capire l’impatto ambientale e valutarne le ricadute reali di sviluppo del territorio e l’ effettiva creazione di nuovi posti di lavoro.

Giuseppe Passarino - Lista civica: NO

Angela Quaglia - Lista civica: NO

Pensiamo che sarebbe meglio un Agrivillage diffuso nel centro cittadino, per valorizzare anche il commercio fisso locale. Non siamo favorevoli all’insediamento (così come proposto anni fa) in Val Rilate.

Maurizio Rasero - Forza Italia: Nessuna opzione
Disponibile a confrontarmi con i proponenti per valutare i pro ed i contro. Deciderò solo dopo essermi confrontato con le varie associazioni. Magari si potrebbe fare un referendum cittadino.

Biagio Riccio - Lista civica: Nessuna opzione
Siamo in fase di valutazione. Certo è che se parliamo di un centro commerciale travestito, la risposta è assolutamente NO.

Beppe Rovera - Lista civica: NO




4. PIANO URBANO DEL TRAFFICO

(domanda formulata da Augusta Mazzarolli, Urbanista)

L'Organizzazione mondiale della sanità (OMS o WHS) considera l’inquinamento dell’aria come il principale rischio ambientale per la salute nel mondo. La Commissione Europea deferirà l’Italia alla Corte di Giustizia per le eccessive emissioni di Pm10 e Pm2.5, le polveri sottili e ultrasottili, proseguendo la procedura di infrazione aperta a giugno del 2016; il Governo ha proposto di dividere l’eventuale multa tra i comuni che non hanno provveduto a intervenire con limitazioni del traffico e delle emissioni, e Asti potrebbe essere uno di questi. Ma oltre ai danni prodotti dall’inquinamento, il traffico privato contribuisce a rendere meno vivibile la città di Asti.
L'Organizzazione mondiale della sanità (OMS o WHS) considera l’inquinamento dell’aria come il principale rischio ambientale per la salute nel mondo. La Commissione Europea deferirà l’Italia alla Corte di Giustizia per le eccessive emissioni di Pm10 e Pm2.5, le polveri sottili e ultrasottili, proseguendo la procedura di infrazione aperta a giugno del 2016; il Governo ha proposto di dividere l’eventuale multa tra i comuni che non hanno provveduto a intervenire con limitazioni del traffico e delle emissioni, e Asti potrebbe essere uno di questi. Ma oltre ai danni prodotti dall’inquinamento, il traffico privato contribuisce a rendere meno vivibile la città di Asti.
Ritiene prioritario studiare e realizzare al piú presto un nuovo piano urbano del traffico (realistico, condiviso e applicabile) che preveda, nell’arco del mandato elettorale, la chiusura progressiva del centro, la disincentivazione del traffico privato parassita e la contemporanea offerta di frequenti mezzi pubblici a basse emissioni (tra cui i treni riattivando le linee sospese) e parcheggi di interscambio lungo le direttrici di arrivo in città (Corso Savona, Corso Casale, Corso Alessandria, Corso Torino)?


Massimo Cerruti - Movimento Cinque Stelle:
Assolutamente SI! Le emissioni non sono ovviamente dovute solo al traffico veicolare (riscaldamento) ma il traffico deve essere certamente ridotto (non solo per l’inquinamento ovviamente). La soluzione non è certamente semplice e immediata dovendo mediare abitudini ormai diffuse e radicate. Dovremo in alcuni mesi predisporre un Piano urbano del traffico che preveda il progressivo ampliamento delle aree pedonali e la contestuale rivitalizzazione di quelle aree mediante l’offerta di gradevoli occasioni per vivere la città (le auto progressivamente sostituite dalle persone, siano esse cittadini o turisti, con beneficio di tutti), investimenti su mezzi pubblici più comodi e convenienti e l’aggiornamento di un moderno piano della mobilità con tutte le migliori professionalità, e con tutti i portatori di interesse. Poi chiederemo agli artisti della città, agli insegnanti e ai giornalisti di aiutarci a spiegarlo e raccontarlo ai cittadini. Che poi dovranno votarlo. Ascolteremo la loro voce e siamo sicuri che se ben spiegato la risposta sarà unitaria e condivisa. Qualsiasi azione di quel tipo se non partecipata e condivisa non funziona o funziona male.

Angela Motta - PD:

Il piano urbano del traffico deve essere uno strumento funzionale ed operativo per il tipo di città che vogliamo che diventi nei prossimi anni. Penso ad una città con chiusura totale di alcune piazze e con una progressiva estensione della zona a traffico limitato proprio per rendere più vivibile la città ai suoi abitanti oltre che un'occasione per renderla sempre più appetibile sotto l'aspetto turistico. Ovviamente questo presuppone da una parte ridisegnare tutto l'attuale traffico e la creazione di parcheggi anche scambiatori non necessariamente in luoghi così lontani dal centro, tenendo conto dei flussi di entrata ed uscita della città, ma cercando da una parte di disincentivare l'utilizzo delle auto private in centro per la ricerca di parcheggi (c.d traffico parassita), dall'altra incentivando l'utilizzo dei mezzi pubblici tradizionali, ovviamente a basse emissioni. Mezzi pubblici che devono però soddisfare sempre di più i nuovi bisogni di mobilità dei cittadini. Sotto questo aspetto le nuove tecnologie possono venirci in aiuto.
Ruolo centrale è cercare di riattivare le linee ferroviarie minori attraverso il tavolo tecnico aperto, con confronto costruttivo con la Regione Piemonte. Avere un rete ferroviaria così capillare sul territorio provinciale consentirebbe nel momento di riattivazione di trasformarla in una metropolitana leggera che colleghi i tanti paesi astigiani con il capoluogo.
Un'altra misura necessaria per limitare il traffico e l'inquinamento in città è quello di inventarci un sistema ecologico di trasporto delle merci in centro. L'idea di dotare la città di magazzini interscambio in periferia e trasportare le merci con furgoni elettrici potrebbe essere a mio avviso, sperimentato in accordo con i commercianti.

Giuseppe Passarino - Lista civica:
Il XXII Rapporto 2016 Qualità dell’ambiente urbano mi ha permesso di avere un quadro più specifico delle criticità del nostro territorio. Credo nella partecipazione attiva dei cittadini interessati e coinvolti per la realizzazione di un Piano Strategico redatto da tutte le realtà a vario titolo interessate, in cui giovani ed esperti astigiani possano suggerire soluzioni innovative anche grazie ad esperienze in città estere,seguendo le linee di indirizzo date dall’ amministrazione.
Alcuni esempi: 30 km/h su tutta la viabilità cittadina, modifica precedenze sulla rotonda di p.za Torino, vera isola pedonale e allargamento della ztl, la chiusura a tutto il traffico commerciale compreso i furgoni dei corrieri per i privati, escluso elettriche e non inquinanti dalle 9,30 (con riapertura dal lunedì al venerdì dalle 17 alle 20), chiusura al transito di alcune strade cittadine dal venerdì sera alla domenica sera. Parcheggi di interscambio, parcheggi multipiano o altre soluzioni possono solo essere individuati al termine della progettazione partecipata. Lo studio da attuarsi immediatamente di mobilità sostenibile casa scuola e casa lavoro, autobus gratuiti in alcune fasce orarie.

Angela Quaglia - Lista civica:
Certamente occorre mettere mano ad una profonda revisione della mobilità cittadina. Lo si dovrà fare nel modo più razionale ed economico possibile: non sono più i tempi in cui c’erano risorse importanti per l’affidamento di incarichi professionali!
Riteniamo che una parte significativa del nostro centro storico debba essere resa pedonale previa realizzazione di parcheggi centrali dai quali accedere alla superficie. Nel nostro programma prevediamo la realizzazione del parcheggio interrato in piazza Alfieri, di un altro parcheggio all’Università (trasformando l’area in superficie in zona verde e relax) e di una terza struttura nella zona del nuovo Tribunale.
Solo in questo modo, secondo noi, si porrà fine al traffico parassitario in cerca di uno spazio parcheggio e si potrà estendere l’area pedonale valorizzando il commercio cittadino.
Un’altra opera fondamentale per alleggerire il traffico cittadino è la costruzione di un terzo ponte sul Tanaro e un collegamento sud-ovest per collegare il sud astigiano al casello autostradale ed evitare la percorrenza inutile e inquinante di corso Savona, corso Gramsci e corso Torino.
Per i mezzi pubblici riteniamo che debbano essere utilizzati (almeno in città) mezzi più piccoli, a maggiore frequenza e a basse emissioni (meglio se elettrici).
Siamo ovviamente d’accordo sul ripristino delle linee ferroviarie dismesse per evitare l’arrivo in città di persone in auto che debbano poi cercare parcheggio. Nel caso venissero ripristinate si potrebbe allora pensare a parcheggi di interscambio per i pendolari che provengono dai Comuni della Provincia. Ma non crediamo che gli astigiani che abitano nelle frazioni possano utilizzare i parcheggi scambiatori (che noi non proponiamo). L’esperienza fatta ci dice che non sarebbero utilizzati.

Maurizio Rasero - Forza Italia:

Si al nuovo piano urbano del traffico, si ad una ztl più ampia, non credo nei parcheggi di interscambio sulle principali direttrici.

Biagio Riccio - Lista civica:
Riteniamo non solo opportuno ma anche strategico un profondo e mirato studio sulla viabilità. A tale scopo, abbiamo già interpellato esperti del settore per farci consigliare e ne sono scaturite idee interessanti. Il nostro obbiettivo, oltre che alcune ma limitate chiusure del centro, è la ricerca della scorrevolezza del traffico cittadino. Asti è una città a pianta romana. Prima di chiuderne dei pezzi alla circolazione vanno studiati i servizi collaterali per non creare danni alle attività produttive e non favorire la migrazione verso centri commerciali. Per esempio, riattivare per il traffico superiore ai 35 qli la tratta Asti Est – Ovest dell’autostrada A21 gratuita migliorerebbe sensibilmente il problema. Sul piano del trasporto pubblico abbiamo sentito gli autisti dei bus di città; ci è parso chiaro che sia la scelta dei mezzi che il piano dei trasporti sia più orientato agli utili aziendali che non ad essere utile per chi ne usufruisce. Meglio utilizzare piccoli bus euro 6 da 20 posti con corse frequenti in grado di percorrere anche le viuzze del centro che optare per mega mezzi che addirittura penano per girare dal cavalcavia Giolitti verso c.so Alba, viaggiano vuoti per gran parte della giornata, consumano molto e inquinando molto. I parcheggi di interscambio, come sappiamo tutti, non hanno funzionato per nulla. I treni esulano dalle competenze comunali, ma anche qui qualcosa si può fare. Per esempio, il parcheggio lato ferrovia in c.so Savona, sarebbe ottimo per studenti e pendolari evitando il sovraccarico di piazza del Palio. Con le ferrovie dello stato si può avviare una trattativa in merito. C.so Alessandria è già molto ben servita di parcheggi fino alla Coop. Magari un po’ di “ordine” alle fermate e con bus frequenti le persone potrebbero riavvicinarsi al trasposto pubblico, che necessita assolutamente di controllo e sicurezza per chi ne usufruisce.

Beppe Rovera - Lista civica:
Il programma di Ambiente Asti ha come obiettivo il raggiungimento di un elevato livello di qualità urbana che passa anche attraverso la realizzazione di piani di settore condivisi, quali il piano del traffico, il piano di pedonalizzazione ed il piano del verde tra di essi coordinati e costituenti parte di un nuovo progetto di città, con un'area pedonale allargata, parcheggi a corona e un sistema di servizio di trasporto pubblico efficiente ed ecocompatibile. Questi obiettivi potranno derivare da una chiamata a raccolta di tutti gli attori che a vario titolo sono coinvolti, per l'analisi, per la realizzazione di progetti e per la verifica della riuscita degli stessi.



5. MOBILITÀ SOSTENIBILE E CICLABILITA´

(domanda formulata da Gigi Fiore, FIAB Asti)

Oggi Asti è negli ultimi posti tra le province piemontesi per i percorsi ciclabili urbani: diversi segmenti di piste di varie lunghezze, generalmente senza interconnessione, spesso senza protezione dal traffico veicolare, manutenute in maniera non continuativa; inoltre il progetto di servizio di biciclette pubbliche è fallito. In altre città (ad esempio Verona o Ascoli Piceno) è stata istituita con successo una Consulta con lo scopo di studiare e attuare il Piano Urbano della Mobilità sostenibile (realistico e condiviso): una rete completa di piste ciclabili interconnesse, un servizio di biciclette pubbliche, interventi per la sicurezza della mobilità urbana, parcheggi per bici in edifici pubblici e privati, promozione dell´utilizzo delle biciclette.
Lei ritiene utile istituire una Consulta per la mobilità sostenibile, organismo permanente allargato all´Amministrazione comunale, alle istituzioni cittadine, ai gruppi ambientalisti e alle organizzazioni professionali, con ruolo consultivo-propositivo e di verifica delle iniziative per migliorare la mobilità urbana sostenibile e favorire l´uso della bicicletta in città, prendendo spunto da quanto realizzato in altre città simili ad Asti, tenendo conto dei successi ed insuccessi del recente passato?


Massimo Cerruti - Movimento Cinque Stelle: SI
Il M5S è da sempre favorevole alle decisioni frutto di un processo di democrazia partecipata. La voce di una Istituzione che racchiuda le migliori competenze della città è sicuramente ottima e utile e avrà il ruolo di fornire una proposta tecnica la più comprensibile per i cittadini. Per questo serviranno anche le competenze dei giornalisti, degli artisti e degli insegnanti per poter spiegare al meglio cosa sia meglio fare. La nostra posizione è quella di un Referendum propositivo tra i cittadini, la voce degli stakeholders, dei vari portatori di interessi e diffusi non può essere sufficiente per prendere decisioni. Voteranno i cittadini.

Angela Motta - PD: SI

Occorre operare per la diffusione di una cultura del benessere, degli stili di vita e della mobilità sostenibile.

Giuseppe Passarino - Lista civica: SI
Parcheggio custodito, biciclette stazione FFSS.

Angela Quaglia - Lista civica: SI
Ogni contributo è considerato utile.

Maurizio Rasero - Forza Italia: SI
Disponibile a creare una consulta, mi sembra riduttivo crearla solo per incentivare ad andare in bici.

Biagio Riccio - Lista civica: SI/NO

I tavoli di consultazione storicamente producono poco o nulla. Meglio concentrarsi con l’utenza, sempre che ci sia e ascoltare direttamente chi del problema già si occupa da anni, come voi. Le piste ciclabili di Asti sono una barzelletta che purtroppo non fa ridere. La gestione del “bike sharing” è stata una follia con epilogo l’alienazione delle bici a favore degli immigrati.
Pensiamo che un parco di biciclette elettriche possa risolvere parzialmente il problema attirando anche chi fisicamente non può permettersi sforzi fisici elevati. Sottolineo che purtroppo, di persone in bici ne vediamo veramente poche.
(P.s. Asti è ultima in tutte le classifiche, purtroppo).

Beppe Rovera - Lista civica: SI
Ambiente Asti intende dotarsi di strumenti partecipativi veramente efficaci come il “Regolamento per una Amministrazione condivisa dei Beni Comuni”, già attivo e monitorato in un centinaio di città italiane.



6. CONSUMI ENERGETICI NEGLI EDIFICI PUBBLICI E PRIVATI
(domanda formulata da Angelo Rossi, LIPU)

Il Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico 26 giugno 2015 stabilisce i requisiti minimi per gli edifici pubblici e privati per la riduzione dei consumi energetici, in applicazione delle direttive europee in materia energetica.
Ritiene necessario intervenire rapidamente sui consumi energetici degli edifici pubblici nella città, partendo da quelli piú “energivori “, come ad esempio il Palazzo degli Uffici Comunali di Piazza Catena?
Ritiene necessario incentivare in tempi brevi gli interventi sugli edifici privati - case singole e condomini - per la coibentazione, la riduzione delle emissioni e l’utilizzo di fonti rinnovabili di energia (es. pompe di calore), da abbinare alle facilitazioni già previste dal Conto Termico nazionale in vigore dal 31 maggio 2016?


Massimo Cerruti - Movimento Cinque Stelle: SI
Uno dei punti di orgoglio del Programma di Governo della città del Movimento Cinque Stelle è proprio l’efficientamento energetico di tutti gli edifici pubblici e privati della città, la linea di azione dovrà essere la stessa già prevista per gli edifici privati. Sulla base delle risorse disponibili e anche prevedendo azioni di project financing l’obiettivo è migliorare l’efficienza energetica di tutti gli immobili di proprietà comunale. Tale azione dovrà essere anticipata da un serio censimento degli immobili ad oggi mai fatto. Apriremo un tavolo anche con l’Agenzia del Demanio per gli immobili demaniali e con l’ATC per le case popolari rendendo disponibili in libera consultazione gli interventi effettuati e le eventuali risposte negative degli altri enti pubblici interessati.
Vogliamo valutare la possibilità di costituire un fondo di rotazione, per cui già da ora chiediamo la collaborazione della Banca Locale e degli esponenti professionali attualmente nel consiglio di indirizzo. L’obiettivo è che questo fondo possa garantire prestiti ai condominii che vogliono puntare sull’efficientamento senza sostenere spese iniziali e ripagando l’investimento con i conseguenti risparmi energetici in bolletta. Ulteriore vantaggio di tale linea di azione sarà la produzione di certificati bianchi spendibili sul mercato. Chiederemo, tra l’altro, anche la disponibilità alla Banca locale a rendere efficienti dal punto di vista energetico tutti i propri immobili.

Angela Motta - PD: SI
Il Comune ha recentemente acquisto finanziamenti del “Protocollo di Kyoto per l’efficientamento di alcune scuole, ma occorre intervenire anche con risorse proprie sugli altri edifici comunali.
Il comune ha recentemente erogato contributi per l’installazione di telecamere di videosorveglianza: analoga leva incentivante meriterebbe di essere impiegata per la finalità sopra indicata.
Per l’efficientamento energetico dei fabbricati privati, in collaborazione con le associazioni di categoria, si potrebbero promuovere pacchetti di efficientamento  energetico ad un prezzo convenzionato in sistema con partner bancari che finanzino tali interventi con dei regimi agevolati virtuosi, oppure il riconoscimento direttamente a chi esegue l’intervento di un canone per un tot di anni.
Per i fabbricati privati il Comune potrebbe ricercare un partner mediante project financing per l’efficientamento  e la gestione del calore dei fabbricati comunali con un canone per tot anni.

Giuseppe Passarino - Lista civica: SI
Alla regione si chiede di trovare risorse adeguate, alla luce di quanto speso per la realizzazione dei propri uffici, che provoca indignazione nei cittadini, intervenendo su quanto indicato dal territorio come prioritario partendo dalle scuole.
Realizzare convenzioni con il collegio costruttori, le associazioni di categoria e con facilitazioni nell’occupazione di suolo pubblico.

Angela Quaglia - Lista civica: SI


Maurizio Rasero - Forza Italia: SI

Biagio Riccio - Lista civica: SI
Siamo in grado di argomentare alla grande.
A patto che siano sostenibili economicamente dalle famiglie e che gli eventuali contributi siano legali e sostenibili dalla collettività locale. Prima la gente che soffre ed è in difficoltà, poi gli interventi di efficientamento energetico.

Beppe Rovera - Lista civica: SI

Un piano di efficientamento per gli edifici pubblici che preveda una serie di interventi prestazionali da un punto di vista energetico.
Dovranno essere portati avanti studi per la definizione di incentivi per la realizzazione di interventi di efficientamento energetico oltre a quanto già previsto dalle vigenti norme di legge. Si richiama il protocollo d'intesa sottoscritto dal Comune di Asti con l'ente certificatore “Casa Clima” che potrebbe costituire un modello da seguire,



7. TELERISCALDAMENTO

(domanda formulata da Angelo Porta, Circolo Legambiente Valtriversa)

Sul progetto di teleriscaldamento riteniamo sia stato detto tutto, quindi la domanda è semplice “Lei è favorevole ad un progetto di teleriscaldamento per la città di Asti?” e prevede solo tre risposte
possibili:

1. Teleriscaldamento si, con centrale all’interno dell’area ospedaliera come da progetto già discusso

2. Teleriscaldamento si, con centrale in altra area da identificare

3. Teleriscaldamento no


Massimo Cerruti - Movimento Cinque Stelle: 3 (= NO)

Angela Motta - PD: 3 (= NO)

Giuseppe Passarino - Lista civica: 3 (= NO)

Angela Quaglia - Lista civica: 2 (= altro luogo)

Maurizio Rasero - Forza Italia: 2 (= altro luogo)

Biagio Riccio - Lista civica: 3 (= NO)

Beppe Rovera - Lista civica: 3 (= NO)



8. PIANO DEL VERDE URBANO
(domanda formulata da Marco Devecchi, Osservatorio del Paesaggio per il Monferrato e l’Astigiano)

Molte città, italiane e europee, riconoscendo nel verde un elemento strategico per la qualità della vita, si sono dotate da decenni di un Piano Urbano del verde e relativo Regolamento di Attuazione, che, in parallelo al piano regolatore urbanistico, definisce e disciplina la gestione della vegetazione sia pubblica sia privata in ambito urbano. Ad Asti – pur disponendo di un buon censimento del patrimonio arboreo - non esiste uno strumento di pianificazione del verde, e il Comune si colloca nelle posizioni di coda in Piemonte nelle statistiche del verde per abitante.
Ritiene necessaria la realizzazione del Piano Urbano del Verde e la piantagione di almeno 1000 alberi in città nell’arco del mandato elettorale, coinvolgendo la popolazione, le associazioni di categoria e gli ordini professionali?


Massimo Cerruti - Movimento Cinque Stelle:
Assolutamente SI! Asti è una città rurale, agricola con una vocazione arborea che viene dal passato e che è stata soffocata da una serie di politiche non illuminate come è successo ad altre città della Pianura Padana. Come Movimento siamo convinti che gli strumenti di pianificazione urbanistica, programma di polizia rurale, piano del verde e piano di sviluppo del commercio e industriale debbano essere scritti come un unico documento integrato. E’ provato che gli alberi assorbono una certa quantità di micropolveri e contribuiscono a mitigare gli effetti dannosi dovuti alla calura estiva per i soggetti più fragili. L’obiettivo di Massimo Cerruti sindaco è quindi di piantare almeno 1000 nuovi alberi e provare a piantarne di più, magari identificandoli con attuali cittadini dai 13 anni in giù, (in modo che dal 2022 ognuno di essi maggiorenne avrà il suo albero identificato on line). Andranno inseriti non a casaccio bensì secondo un piano strategico teso a migliorare gli spazi comuni di tutta la città ed i suoi principali ingressi. Non è utopia, si potrà fare con l’aiuto degli agricoltori locali, che possono essere i primi difensori ambientali della città, in altre città anche enormi come New York è stato fatto. Lo stesso piano dovrà tutelare, valorizzare, implementare e connettere tra loro aree verdi, parchi, sponde fluviali naturali e aree agricole da svilupparsi tramite l’assunzione di figure professionali quali agronomi o botanici. De-pavimentare, ove possibile, porzioni asfaltate al fine di aumentare la superficie verde e alberata in città.

Angela Motta - PD:
Il comune deve dotarsi di un Piano Urbano del Verde che, oltre a definire e disciplinare la gestione della vegetazione pubblica e privata in ambito urbano si ponga anche l’obbiettivo strategico di realizzare un grande progetto volto a piantare in maniera sistematica e organica alberi e siepi, come strumento per il miglioramento della qualità della vita e del decoro urbano. Ad esempio occorre piantare alberi e siepi per mascherare i capannoni delle zone industriali, rendere più belli gli ingressi in città, rendere più accoglienti spazi come campo del Palio, piazza Lavezzeri o piazza San Giuseppe che oggi non sono vissute realmente come piazze (nella loro accezione di luoghi di ritrovo) ma solo come parcheggi per auto. Ovviamente tutto questo deve avvenire coinvolgendo la popolazione, le associazioni, gli ordini professionali e dotando il Comune in via permanente di adeguate competenze agronomiche tramite idonei incarichi professionali o mediante assunzione di risorse umane dotate di queste professionalità.

Giuseppe Passarino - Lista civica:
Pur considerando importante il PVU (redatto da pochi comuni) ritengo che Asti debba prima dotarsi del REGOLAMENTO DEL VERDE perchè prevede il coinvolgimento del cittadino e promozione della cultura del verde, affidamento e sponsorizzazione di aree verdi da parte di associazioni e/o privati, e questa è sicuramente una modalità che l’amministrazione deve perseguire, inoltre viene approvato con apposita Delibera di Consiglio comunale, a conferma del valore assegnato al verde urbano come elemento costitutivo del proprio patrimonio e della funzione sociale, ricreativa ed educativa che questo assolve nell’ambito cittadino. Per quanto riguarda il numero di piante da porre a dimora, dovranno anche essere coinvolti soggetti privati proprietari di aree non più utilizzate, favorendo coloro che vi aderiranno. Alle associazioni e agli ordini professionali richiedere nella redazione del Piano Strategico di individuare le zone dove adottare questo tipo di intervento.

Angela Quaglia - Lista civica:

Siamo assolutamente d’accordo nel potenziare il verde urbano. Proponiamo infatti la realizzazione di un Parco della Salute nell’area dell’Ospedale Cardinal Massaja; di un’area verde e relax al posto del parcheggio della Colli di Felizzano e siamo favorevoli a piantare alberi (in collaborazione con le scuole) nei giardini scolastici e laddove sia utile per il contenimento di scarpate a rischio frane.
Riteniamo inoltre che il verde esistente vada meglio curato e mantenuto. Per questo proponiamo anche l’istituzione di n. 2 giornate all’anno di volontariato civico in cui il sindaco, la macchina comunale, le istituzioni scolastiche e i cittadini potranno donare ore del loro tempo al recupero del decoro della città (pulizia aree verdi, ad esempio) con l’ausilio dell’ASP.

Maurizio Rasero - Forza Italia:
È nel mio programma piantare nuove piante

Biagio Riccio - Lista civica:
Asti ha un numero elevato di parchi che storicamente sono lasciati al loro destino, poco manutenuti e sovente abbandonati. Per ampliare di 1000 unità con nuove piantumazioni occorre essere consapevoli sia della qualità della specie che della loro ubicazione, onde evitare danni, spese di potature e o vegetazione che si insinua nelle abitazioni o impedisce la corretta illuminazione pubblica.
Noi vorremmo concentrarci proprio sui parchi, alcuni bellissimi e tutti belli, sostituire le piante morte e dotarli di servizi permanenti di vigilanza per permettere alle famiglie di poterne usufruire in tranquillità. Non siamo per piantare magnolie alla come tu mi vuoi, ma nel contempo amiamo profondamente il “verde” della nostra città. E siamo gli unici che da anni ce ne occupiamo !

Beppe Rovera - Lista civica:
Certamente. Occorrerà un piano del Verde ed il relativo Regolamento attuativo e di manutenzione che coinvolga anche la popolazione, associazioni ed altri enti. Pensiamo che anche in questo caso il piano debba svilupparsi all'interno di un progetto complessivo di riqualificazione della città. I due giardini storici, poi, il parco della Resistenza e il Bosco dei Partigiani, versano in condizioni critiche: l’uno per un uso non sempre corretto (il parco avventura ne è un esempio), l’altro per il degrado delle Antiche Mura. Giardini (da Rio Crosio all’Antica Certosa, al Barolo, Lungo Tanaro, al Monte Rainero) e aiuole necessitano di manutenzione costante, sono polmoni e biglietti da visita della città. Così come gli spazi verdi di quartiere, le zone esterne ai plessi scolastici, non tutte a verde. L’abolizione del Servizio Aree Verdi ha privato la città di tecnici specializzati (agronomi, periti agrari, aerotecnica); anche gli operai si sono ridotti a poche unità. Del verde si occupano due geometri, uno per il suolo urbano, l’altro per l’extra urbano: ma la loro specializzazione è sempre stata marciapiedi, strade, fognature, illuminazione. Anche la spesa annua per il verde, di conseguenza, è sensibilmente diminuita. Bisogna voltare pagina. Partendo dall’esistente: un censimento del verde pubblico esiste, basta aggiornarlo. Sarà una ottima base per un nuovo piano del verde cittadino e il relativo regolamento di attuazione.



9. RIFIUTI

(domanda formulata da Giancarlo Dapavo, Circolo Gaia Legambiente Asti)

Ritiene necessario arrivare rapidamente ad un tasso di raccolta differenziata almeno in linea con le prescrizioni di legge (65% nel 2016 e almeno 70% nel 2018 per raggiungere l’obiettivo del 60% di riuso), invertendo la tendenza alla diminuzione e peggioramento della raccolta differenziata documentata negli ultimi anni?

Massimo Cerruti - Movimento Cinque Stelle: SI
Uno dei primi impegni della prima giunta a Cinque Stelle Astigiana sarà l’impegno di portare Asti nell’alveo dei comuni a Rifiuti Zero. Per questo dovremo da subito prevedere una campagna di sensibilizzazione dei cittadini, anche in vista di una diversa tariffazione basata sul principio che chi più produce rifiuti più deve pagare; prevedendo in tal modo anche consistenti riduzioni in bolletta per i cittadini. In secondo luogo dovremo coinvolgere le professionalità di altissimo livello che abbiamo all’interno di Gaia e Asp consentendogli di lavorare al meglio per il bene della città.

Angela Motta - PD: SI
In questi ultimi anni il dato sulla raccolta differenziata si è fermata al 60%. Ovviamente è compito dell'amministrazione comunale incentivare il tasso di raccolta in linea con le prescrizioni di legge, mettendo in campo azioni che spingano i cittadini a differenziare sempre e meglio la raccolta.
Un'azione certamente efficace sarebbe arrivare in tempi brevi alla cosiddetta tariffa puntuale, perché consentirebbe ai cittadini di pagare in base ai rifiuti prodotti e differenziati.
Passare da una raccolta porta a porta anonima ad una raccolta porta a porta il cui sacchetto possa essere ricollegato ad un cittadino è una soluzione attuabile già utilizzata da molte città e che anche ad Asti potrebbe essere adottata consentendo di arrivare a definire la tariffa puntuale oltre che avere un controllo serio ed efficace per monitorare la raccolta differenziata.
Penso ad un sistema di raccolta sulla città integrato: in alcune zone porta a porta, in altre ritengo che deve essere monitorato e studiato il sistema sperimentale di ritorno al cassonetto, che in due zone della città è stato reintrodotto e che mi dicono non stia sortendo effetti negativi sulla qualità della raccolta differenziata, con l'evidente vantaggio di rendere più pulita, sotto l'aspetto del decoro urbano la città, troppo spesso occupata nei suoi marciapiedi di sacchetti esposti per ore e cercare di ridurre complessivamente il costo per i cittadini la cui tariffa spesso è percepita come un vero salasso. Anche con un sistema del cassonetto in certe zone è possibile per consentire la definizione della tariffa puntuale; esistono strumenti innovativi che lo consentono e che monitorano la qualità della raccolta.
In ultimo dobbiamo disincentivare l'abbandono dei rifiuti in giro per la città, non solo perché è un costo che paghiamo tutti noi cittadini (intorno ai 100.000,00 Euro) ma perché oltre ad essere un segno di inciviltà è l'immagine che diamo di noi stessi a tutti coloro che visitano la nostra città, attivando una campagna di sensibilizzazione che deve partire dalle scuole per coinvolgere tutti i cittadini.

Giuseppe Passarino - Lista civica: SI
Prendere esempio da soluzioni e incentivi dei comuni virtuosi, maggior sensibilizzazione dell’utenza, incentivi di riduzione dei tributi dovuti. Meno musica da promuovere, più rifiuti da differenziare.

Angela Quaglia - Lista civica: SI

Maurizio Rasero - Forza Italia: SI

Biagio Riccio - Lista civica: SI
Ma non così come è stato fatto finora.

Beppe Rovera - Lista civica: SI

Il sistema integrato di trattamento rifiuti dell’astigiano è stato premiato nel 2005 da Legambiente come migliore a livello nazionale. Anche il 28 marzo scorso il Treno verde dell’associazione ha nuovamente premiato Gaia spa come “Campione di economia circolare”. Gli impianti di località Valterza, San Damiano, Cerro Tanaro con le ecostazioni di raccolta (a parte Asti gestito direttamente da Asp) danno lavoro a 130 persone circa e funzionano. Certo, nel panorama buono c’è la nota stonata, molto, di Asti città che cammina con passi da gambero: in taluni quartieri è stato sospeso il servizio di porta a porta per riattivare la raccolta a cassonetto. Segno di una scarsa fiducia nel sistema che altrove evidentemente offre risultati assai positivi.


10. USO DI DISERBANTI ED INSETTICIDI IN CITTÀ
(domanda formulata da Angelo Rossi, LIPU)

Ritiene necessario vietare al piú presto l’uso di diserbanti e insetticidi di sintesi in tutto il territorio del Comune?

Massimo Cerruti - Movimento Cinque Stelle: SI
La riduzione e la progressiva eliminazione dei trattamenti erbicidi e/o insetticidi è uno dei punti del nostro programma.
Ovviamente ciò dovrà essere compatibile con eventuali trattamenti obbligatori previsti da norme regionali (flavescenza dorata).
Dovremo mettere mano al Programma di Polizia Rurale con l’obiettivo di avere una cintura intorno alla città di difesa garantita da produzioni agricole biologiche. Riteniamo sia inutile avere avuto un riconoscimento Unesco (in cui il nome Asti scandalosamente NON compare) se poi presentiamo le nostre strade trattate con glifosate o con prodotti anche peggiori. Solo con un nuovo programma tutti gli enti sul territorio comunale dovranno adattarsi, penso alle ferrovie le cui scarpate sono il primo biglietto da visita che i turisti vedono in treno. Pensiamo anche a sconti IMU per gli agricoltori certificati BIO o che adotteranno misure agroambientali.

Angela Motta - PD: SI
Una città che vuole diventare leader delle produzioni biologiche deve dare il buon esempio sotto tutti i punti di vista.

Giuseppe Passarino - Lista civica: SI
Promuovere campagne di sensibilizzazione e di approfondimento con le realta’ locali interessate e le ditte di produzione

Angela Quaglia - Lista civica: SI/NO
Non è possibile rispondere compiutamente con questa sola opzione.

Maurizio Rasero - Forza Italia: SI
Dovrei documentarmi meglio sugli insetticidi

Biagio Riccio - Lista civica: SI/NO

Non vieteremo gli insetticidi o i disseccanti. Ma ci impegniamo a proibire ogni prodotto chimico che non sia stato dichiarato a basso impatto ambientale oppure dichiarato dannoso per la salute pubblica.

Beppe Rovera - Lista civica: SI
 

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