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Libera Asti: il nostro 21 marzo PDF Stampa E-mail
Domenica 02 Aprile 2017 20:03




Vogliamo raccontare ora il nostro 21 marzo, vogliamo condividere in un collage di ricordi e di emozioni, il senso di una giornata unica che ha coinvolto tutto il Coordinamento di Libera Asti ma che ha emozionato tutta la nostra città, avvolgendola con i colori della festa, della gioia e della speranza di futuro, dipinti dalle mani di bambini, insegnanti, volontari, cittadini, lavoratori, sportivi …

La lettura dei nomi delle vittime innocenti delle mafie ha segnato un momento forte di consapevolezza: memoria ed impegno sono il binomio vincente contro ogni forma di mafiosità, fuori e dentro di noi.

L’Ospedale Cardinal Massaia
È stata una “piazza” viva e impegnata oggi quella dell’Ospedale Cardinal Massaia di Asti che ha visto partecipare un gran numero di giovani, fra questi gli allievi dell’I.I.S.S. Giovanni Penna, dell’Istituto di Carità Arti e Mestieri e alcuni atleti del Gsh Pegaso, che con forza hanno dato voce al desiderio di legalità e di lotta alla criminalità organizzata che pervade, nonostante ciò che può apparire a uno sguardo superficiale, il nostro Paese.
Dopo un intenso momento d’apertura arricchito dall’intervento della Direttrice Sanitaria e del Prefetto  Dott. Formicola che ha dato, con la sua presenza, un forte segno del sostegno e dell’importanza data dalle istituzioni all’impegno di chi, quotidianamente, si occupa di questi temi, e del Dirigente Scolastico dell’Istituto Penna; proprio dai giovani, con la preziosa collaborazione del personale dell’Asl AT e delle Associazioni di volontariato che prestano la loro opera all’interno dell’ospedale, sono stati letti gli oltre 900 nomi che costituiscono il tragico elenco delle vittime innocenti delle mafie.
La manifestazione, caratterizzata da un clima di raccoglimento e profonda partecipazione da parte di tutti, si è conclusa con il collegamento da Locri, “Piazza principale” per l’edizione 2017, con Don Ciotti.

La sede di UNIASTISS
Il punto di lettura dell’aula magna della sede universitaria astigiana di ASTISS, coordinato dalla professoressa Gianna Corazza, referente del presidio docenti di Libera Asti, si è caratterizzata per il raccoglimento e la grandissima attenzione. Il clima gioioso e la partecipazione matura dei ragazzi e dei docenti presenti ha accompagnato la lettura dei nomi e le letture e le riflessioni proposte dalla delegazione egli studenti dell’ITIS Castigliano di Asti del corso manutentori e del corso socio sanitario e la classe 1G 3° e 3D della scuola secondaria Jona di Asti con la Professoressa Furnari.
Leggere i nomi delle vitime nel luogo simbolo della cultura e del futuro ha rappresentato segno e simbolo dell’impegno al contrasto alle mafie con la cultura stessa; conoscere, studiare, capire il presente nel ricordo del passato è base strutturale per un futuro di partecipazione e di cittadinanza responsabile.
Questi ragazzi, come ha sottolineato il Prof. Francesco Scalfari direttore del polo universitario, sono una risorsa ed una ricchezza per la nostra società e l’università è onorata di accogliere la lettura dei nomi delle vittime e di farsi accogliente di una cultura di legalità sempre più vitale.

La piazza Mandela e l’atrio degli uffici comunali
I ragazzi dell’IC2 Asti hanno presenziato alla giornata del 21 marzo  presso il palazzo Mandela, dopo un percorso di studio e approfondimento sui temi della legalità e giustizia, iniziato fin dallo scorso anno scolastico.
In apertura alla giornata, coordinata da Daniela Bonfante, Costanza Aniella  e  Tina Casamento, la lettura di un brano tratto dal libro di Margherita Asta.
Subito dopo, una ragazza della  Goltieri ha sottolineato, con le proprie parole, l’importanza di essere presenti ed insieme per testimoniare l’impegno nei confronti delle vittime innocenti di mafia.
Alle ore 10:15 si è dato inizio alla lettura dei nomi, condotte dai ragazzi delle quinte delle scuole primarie Baussano, Cagni, Lajolo e Cavour e le classi II C e IIID della secondaria Goltieri.
Con striscioni, cartelloni, poesie e frasi e un bracciale al polso con un NOME di vittima, i ragazzi hanno manifestato il loro impegno civico; le loro voci hanno restituito legittimità a nomi di vittime conosciute e meno conosciute.
Alla lettura si sono aggiunti alcuni dipendenti comunali, gli adulti  dell’Educativa Territoriale Disabilità. E un gruppo di ospiti dell’istituto Maina: anche la Consulta provinciale degli studenti ha voluto essere presente alla giornata.

L’atteggiamento rispettoso e partecipativo dei partecipanti, la serietà dell’incarico assegnato ad ognuno ha contribuito a rendere la mattinata densa di emozioni.
In attesa del collegamento streaming con le piazze d’Italia dove si è svolta  in contemporanea la celebrazione, le dichiarazioni dei familiari delle vittime felici di condividere questo momento solenne con i cittadini, i ragazzi delle scuole hanno offerto il loro contributo alla giornata con pensieri nati da riflessioni su temi forti, poesie e acronimi.
Il discorso in diretta di don Luigi Ciotti, fondatore di Libera, ha catturato l’attenzione dei ragazzi ed ha concluso la mattinata.

La III UB del Monti con il Coordinamento di Libera a Verbania per ricordare le vittime delle mafie.
"C'è una classe in Italia piena di banchi vuoti. Banchi su cui erano seduti alcuni dei tanti bambini uccisi dalle mafie, bambini che è bello ricordare, ma soprattutto è importante far rivivere nel nostro impegno, nel nostro sforzo di costruire insieme un mondo migliore." (Da "La classe dei banchi vuoti" di Luigi Ciotti).
Noi della III UB abbiamo cercato di capire perchè quei banchi sono rimasti vuoti e siamo entrati dentro le storie di ciascuno di loro, come quella di Dodò, appassionato di calcio e colpito da una pallottola durante una partita nel 2009, o di Nadia, che vedeva il mondo tutto rosa e finì vittima insieme alla sua sorellina della strage mafiosa di via dei Georgofili (1993).
Per ricordarli siamo andati a Verbania, portando in corteo i manifesti con i loro nomi circondati di fiori e colori. Insieme a noi hanno marciato ottomila persone e intorno a noi sventolavano bandiere di Libera e manifesti colorati con il motto della giornata "Luoghi di speranza, testimoni di bellezza". Proprio la bellezza, come diceva Peppino Impastato, può essere un'arma contro la rassegnazione, la paura, l'omertà.
E abbiamo ascoltato l'elenco delle vittime, un elenco interminabile, che purtroppo ogni anno diventa più lungo: 950 nomi tra cui quelli di 125 bambini, eliminati per errore, per vendetta, per spaventare le loro famiglie.

Don Ciotti nel suo discorso da Locri ci ha ricordato che dalla memoria deve nascere l'impegno non solo per affermare la legalità ma soprattutto per costruire una società più giusta. Proprio per questo accanto ai bambini uccisi dalle mafie vogliamo ricordare anche quelli uccisi dalle guerre, dalla fame, dalla povertà, dalla mancanza di medicine, tutti vittime della stessa logica mafiosa della ricerca del potere e del denaro.

Il gruppo di astigiani
Sul pullman astigiano per Verbania oltre alla III ub del Monti, accompagnata dalla professoressa Faraone e dalla Professoressa Fricano, erano presenti una delegazione del Coordinamento Provinciale di Libera ed un gruppo di giovani ed adulti albesi.
A scortare con sorridente ufficialità con il gruppo di Asti a Verbania c’erano anche l’assessore Arri, il sig. Franco Orecchia autista di rappresentanza della città di Asti ed il commissario della polizia municipale Mario Prebbenna, che ha trascorso il proprio giorno di riposo dal servizio per scortare il gonfalone della nostra città durante il corteo ufficiale dei comuni del Piemonte aderenti al 21 marzo.
Un pullman gioioso e motivato che ha raggiunto Verbania al suono di “fuori la mafia dentro la musica da questa terra piena di musica …”.
Un’esperienza di emozione e di raccoglimento che ha avuto come momento di grande orgoglio con la partecipazione da parte di Stefano, referente del presidio dei giovani di Libera Asti della lettura dei nomi sul palco di Verbania: il 1985 ... anno in cui tra i nomi delle vittime innocenti era compreso proprio quello di Graziella Campagna, vittima cui è dedicato il bene confiscato alle mafie che porta il nome Cascina Graziella e che sarà a breve centro per donne con problemi di dipendenze.

La radio
Inoltre, per dare voce alla legalità con tutti i mezzi e con tutti i linguaggi, i ragazzi del CLAN Jonathan Livingston del gruppo scout San Damiano 1 quest'anno hanno scelto di occuparsi di mafie e criminalità organizzata. Durante le attività incontrano esperti sull'argomento, conoscono le storie di alcune vittime di mafia e si confrontano con le associazioni operanti sul territorio. Dopo l'incontro con i volontari di Libera hanno collaborato attivamente alla Giornata della memoria e dell'impegno leggendo i nomi di alcune vittime innocenti per l'emittente RadioVega, che ha dedicato uno spazio alla giornata nelle sue trasmissioni. 


 

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