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Pronti (si fa per dire) i percorsi ciclabili nelle Terre Unesco PDF Stampa E-mail
Sabato 11 Febbraio 2017 07:38


Lo studio di fattibilità del “Percorso ciclabile Terre dell'Unesco”, promosso dalla Provincia di Asti in qualità di ente capofila e realizzato con il contributo della Regione Piemonte, è arrivato alla sua conclusione. Un progetto di estremo interesse: 240 Km di percorsi cicloturistici attraverso i paesaggi vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato in grado di proporsi come notevole richiamo turistico. Investimento previsto: circa 21 milioni di euro. Ma con l'attuale trasporto pubblico locale pressoché inesistente nelle giornate festive e nel periodo estivo, il progetto pare "monco" e, dunque, esclusivamente costoso ...

Vero che la Sardegna pare intenzionata ad investire 225 milioni per creare 2 mila km di piste ciclabili in grado di dare alle due ruote pieno accesso all'intera isola. Vero che esistono diverse possibilità di accedere a finanziamenti comunitari. Ma, ancora una volta, restiamo perplessi da progetti che riguardano la mobilità locale presi a livello di "spot", cioè singoli interventi individuali privi di una logica d'assieme.

Plaudiamo, quindi, ai quattro itinerari ciclabili individuati che si snoderanno prevalentemente sulla viabilità esistente (strade comunali bitumate con un limitato traffico) e su strade bianche locali e dovranno risolvere punti di criticità rappresentati da intersezioni di vario genere, con tratti di nuova realizzazione da eseguire su sedimi pubblici e privati.
Ma temiamo che i costi elevati e la mancanza di integrazioni tra le nuove vie ciclabili e l'offerta ferroviaria (sospesa da anni e perennemente sul via di essere reintegrata, salvo cedere ogni volta di fronte all'evidenza, cioè la mancanza di forza finanziaria sufficiente), condanni il progetto a restare un progetto o a configurarsi come "mosca bianca" all'interno di un quadro della mobilità traballante.

Il presidente della Provincia di Asti Marco Gabusi ha definito i 21 milioni dell'investimento come una «cifra alta, ma sostenibile e da suddividere tra i Comuni e le province coinvolti, che porterebbe una forte ricaduta di benefici economici».
Ma le province non sono quegli Enti locali prossimi all'estinzione e privi dei fondi per "rattoppare" le buche sulle strade ?
E i Comuni non sono gli stessi che lamentano l'impossibilità di poter garantire i servizi primari ai cittadini a causa del Patto di Stabilità ?

Dunque: che prospettive reali ha questo progetto di percorsi ciclabili nelle Terre Unesco ? ...
 

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