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L'aria di Asti tra le peggiori d'Italia PDF Stampa E-mail
Sabato 28 Gennaio 2017 21:17


Ancora pessime notizie sull'inquinamento atmosferico della città di Asti: l'annuale report di Legambiente elenca dati "pesanti" inserendo il capoluogo astigiano al nono posto della classifica delle città più inquinate del nostro Paese. Secondo il report di Legambiente, elaborato su dati Arpa, sono 32 le città italiane che nel 2016 hanno superato la soglia di polveri sottili consentita per legge. Torino, Frosinone e Milano sono in testa a questa classifica in negativo, ma Asti le segue da vicino ...  

Nell’anno appena terminato il superamento della soglia a Torino è accaduto per 86 giorni, a Frosinone 85, a Milano e Venezia 73.
Scorrendo la classifica si scoprono le altre città in emergenza: a Vicenza la soglia di polveri sottili è stata superata per 71 giorni, a Padova e Treviso per 68. All’ottavo posto della classifica c’è Pavia (67 giorni), seguita da Asti
(66).
E poi Mantova, Brescia e Alessandria (65), Cremona (64), Monza (61), Como (60), Terni (59), Napoli (57), Bergamo (53), Lodi e Verona (51), Rimini e Vercelli (50), Benevento (45), Palermo (44), Avellino (43), Piacenza (42), Roma (41), Reggio Emilia e Rovigo (40), Modena e Novara (39) e Trieste (38).

Ma anche nel 2017 i dati per Asti continuano la serie negativa: nei primi 22 giorni dell'anno la centralina di rilevamento di Asti Baussano ha registrato ben 16 giorni di sforamento per le PM10, cioè con concentrazioni superiori ai 50 microgrammi al metro cubo.
La centralina D'Acquisto, invece, ha registrato 13 giorni di sforamento.
Il decreto legislativo 155/2010 prevede che gli sforamenti possano verificarsi per un numero massimo di 35 giorni ogni anno.

E non dobbiamo dimenticarci, come sostiene da sempre Legambiente, che l'Italia è il Paese dell'Unione europea che segna il record del numero di morti prematuri rispetto alla normale aspettativa di vita per l'inquinamento dell'aria. Secondo i dati del rapporto dell'Agenzia europea dell'ambiente (Aea) nel nostro Paese, nel 2012 (ultimo dato disponibile), si sono registrati 84.400 decessi di questo tipo, su un totale di 491 mila a livello Ue.

Per l’Italia si parla di 59.500 morti premature attribuibili all’esposizione a particolato sottile (Pm2,5); 3.300 all’ozono (O3); 21.600 al biossido di azoto (NO2). Il totale delle morti anticipate causate dai tre inquinanti in Italia forma quindi il totale di 84.400.
Di tutto il territorio nazionale la Pianura Padana (e Asti ne fa parte ...) è l’area con la maggiore concentrazione di inquinamento e, di conseguenza, col più alto tasso di mortalità per gli effetti dell’inquinamento atmosferico.

Perdura, quindi, l'emergenza. Ma non si intravvedono misure ...
 

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