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Teleriscaldamento Asti: è ora di dire No PDF Stampa E-mail
Lunedì 14 Novembre 2016 21:32


di Alessandro Mortarino.

Il procedimento per l'autorizzazione (o la negazione) del nulla osta per la costruzione e l’esercizio di un impianto di cogenerazione e di una rete di teleriscaldamento a servizio dell’ospedale Cardinal Massaia e della Città di Asti è arrivato al punto finale: lo scorso 2 novembre sono scaduti i termini concessi dalla Provincia ad AEC SpA senza che la società abbia adempiuto alle principali richieste dell'Ente. Dunque ora dovrebbe essere detta la parola finale e il preavviso di diniego emanato 180 giorni or sono si dovrebbe trasformare in un diniego definitivo. Ma AEC gioca una nuova carta e chiede una ennesima proroga per evitare "contenziosi a tutela dei diritti e interessi legittimi che la stessa società si riserva comunque di tutelare in caso di mancata concessione della proroga" ...

La situazione diventa sempre più grottesca.
Il 7 giugno scorso la Provincia aveva notificato gli elementi ostativi all'autorizzazione e concesso l'ennesima proroga per consentire ad AEC di produrre le documentazioni necessarie a dimostrare la risoluzione di tutte le criticità sussistenti, specificando la data limite del 2 novembre e la richiesta alla Società di comunicare alla Provincia "con congruo anticipo rispetto alla data di conclusione del procedimento" l'avanzamento degli adeguamenti attraverso comunicazioni periodiche, pena l'adozione anticipata del procedimento "senza cioè attendere il decorso dei termini procedimentali residui, con gli esiti di cui al preavviso di diniego prot. n. 9966/2016, nel caso di mancato riscontro alla presente comunicazione o di riscontro non favorevole rispetto a quanto sopra indicato".

Il 26 settembre la Provincia ha comunicato ad AEC che "non risultano pervenute né comunicazioni di aggiornamento né la documentazione utile alla conclusione del procedimento".

Il 28 ottobre, un mese dopo, AEC risponde come se la scadenza fosse una sorta di optional ed elenca i passi avanti progettuali realizzati: le "opere di connessione alla rete del gas sono in avanzato grado di definizione e verranno quindi prodotte quanto prima agli atti del procedimento"; per "la Deliberazione Consiliare per l’adeguamento urbanistico, si conferma che la Giunta Comunale di Asti ha già approvato la variante urbanistica che a breve verrà approvata anche in sede consiliare"; infine che "l’ASL Asti ha recentemente affrontato e condiviso, anche con l’avallo della Regione, le tematiche giuridiche connesse con l’attribuzione della disponibilità dei terreni su cui realizzare il progetto. Di talché, il Comune di Asti sta formalizzando una proposta per l’acquisizione della predetta disponibilità che a breve dovrebbe sfociare in un formale contratto attributivo del diritto".
Da qui, dunque, la richiesta di una nuova proroga senza scadenza indicata !

Che cosa significa tutto ciò ? Senza bisogno di avere una laurea in giurisprudenza, significa che la "ciambella di salvataggio" che la Provincia aveva lanciato ad AEC, con la proroga di 180 ulteriori giorni, non è stata sufficiente per risolvere i problemi - gravi - evidenziati al progetto. La scadenza è stata disattesa e ora non resta che prenderne atto e rendere definitivo il diniego attualmente "preavvisato". Alla Provincia di Asti ora il compito di chiudere il procedimento formalmente, dichiarando la palese impossibilità a concedere l'autorizzazione ad un impianto che non aveva e continua a non avere le "carte in regola" per poter avere il via libera.

La Provincia adempirà ai propri doveri ?
Ci auguriamo di sì. E nei prossimi giorni crediamo di poterne avere la inevitabile conferma.
Nessuna altra ipotesi ci pare possa essere accettata dall'Ente, che riteniamo non possa permettersi di macchiarsi di un'azione davvero spiacevole nei confronti dei diritti dei cittadini ...


 

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