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Mobilità: Asti ha bisogno di una vera pianificazione PDF Stampa E-mail
Domenica 06 Novembre 2016 21:26


di Alessandro Mortarino.

Sabato 12 novembre, nella sede del municipio di Asti, si terrà una consultazione pubblica per discutere dell'ampliamento della Zona a Traffico Limitato, di un nuovo parcheggio al suo servizio, dell'eventuale pedonalizzazione di piazza Alfieri e dell'uso di mezzi collettivi (bus, car sharing, taxibus, ecc.) in alternativa alle auto private. Parrebbe una buona iniziativa per coinvolgere cittadini, associazioni, forze economiche ed Enti in un percorso indirizzato a ridefinire le esigenze urbane di trasporto e mobilità, per una grande pianificazione del futuro della città. Ma a promuovere l'iniziativa non è l'amministrazione comunale, bensì l'ASP, la nostra ex municipalizzata, e segue il protocollo d’intesa recentemente firmato tra l'azienda e il Comune sul «Sistema parcheggi» ...

Difficile, quindi, ipotizzare che questa iniziativa possa essere la civica panacea per restituire alla città un significato di mobilità sostenibile: l'ASP non è un Ente pubblico, non rappresenta le volontà dell'intera cittadinanza, è solo un'azienda posseduta da un socio di maggioranza (al 55 %) che si chiama Comune di Asti. Ed ha, come tutte le aziende, specifici interessi economici che non necessariamente possono essere coincidenti con bisogni, valori e aspettative dei cittadini (altrimenti sarebbe una società di diritto pubblico e non dividerebbe i propri utili tra gli azionisti, pubblici e privati ...).

Non siamo pertanto (a nostro parere) nella condizione di una sorta di "Stati Generali della Mobilità urbana", ma più prosaicamente - e riduttivamente - di fronte ad una operazione di raccolta di spunti finalizzata a singoli interventi "accessori".

Le organizzazioni invitate all'audizione sono molto varie e comprendono forze economiche, sindacati, Enti, associazioni ambientaliste, associazioni dei consumatori, operatori culturali: Confartigianato, Cna, Confcommercio, Confesercenti, Confcooperative, Unione Industriale, Cgil, Cisl, Uil, Camera di Commercio, Banca di Asti, Provincia, Ufficio Scolastico Provinciale, Arpa, Asti Insieme, Anva (ambulanti Confesercenti), Fiva (ambulanti Confcommercio), Fondazioni Palazzo Mazzetti e Biblioteca Faletti, Astiss, Tavolo tecnico disabilità, Atl, Touring Club, ACI, Motorizzazione, Associazione Villa Paolina, Legambiente, Osservatorio paesaggio, Pro Natura, Stop consumo di territorio, Adiconsum, Associazione Consumatori Piemonte, Associazioni consumatori, Associazione Regionale Consumatori (ARC), Federconsumatori, Casa del Consumatore Piemonte, Sportello del consumatore.

Realtà molto eterogenee che difficilmente forniranno univoche risposte al questionario anticipatamente offerto da ASP, che pare costruito per sondare un avvallo al progetto di nuovo parcheggio in piazza Alfieri.
Viene inoltre richiesto di indicare se si ritiene utile aumentare i mezzi pubblici e la rete ciclabile con un semplice SI oppure NO: domande che ci paiono davvero ingenue.

Viceversa, continuiamo a credere che la mobilità urbana debba diventare materia di analisi profonda, allargata, tecnica, tattica e strategica e non possa essere sostituita da iniziative "conoscitive" della pur volenterosa azienda ASP.

Mobilità sostenibile significa offrire alle persone la possibilità di spostarsi in libertà, comunicare e stabilire relazioni senza mai perdere di vista l’aspetto umano e quello ambientale, oggi come in futuro.

Mobilità sostenibile significa progettare un piano in grado di diminuire gli impatti ambientali, sociali ed economici generati dai veicoli privati e cioè:

- l'inquinamento atmosferico e le emissioni di gas serra;
- l'inquinamento acustico;
- la congestione stradale;
- l'incidentalità;
- il degrado delle aree urbane (causato dallo spazio occupato dagli autoveicoli a scapito dei pedoni);
- il consumo di territorio (causato dalla realizzazione delle strade e infrastrutture).

Significa armonizzare i mezzi di trasporto (anche le ferrovie, stranamente non considerate dal questionario dell'ASP), aggiornare il Piano Regolatore o quanto meno adottare un Piano Strategico urbanistico, rispondere a bisogni: tutti aspetti nevralgici per la quotidiana esistenza di una comunità.

A chi spetta il compito di comporre questo essenziale nuovo puzzle: ad una azienda che deve preoccuparsi del suo bilancio di fine anno oppure ad una amministrazione pubblica ?
Noi non avremmo dubbi, in proposito.
E per questo restiamo sorpresi dall'inesistenza di una volontà da parte delle (diverse) amministrazioni comunali a voler risolvere, una volta per tutte, un deficit di visione.
Che proprio non fa bene alla salute dei cittadini ...

 

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